Tassi di interesse e Spese

Tasso misto

I mutui a tasso misto offrono al creditore la possibilità di scegliere, durante il periodo di rimborso del debito, se applicare al finanziamento un tasso variabile o uno fisso, cambiando anche a più riprese il sistema di computo degli interessi.

Il tasso non può essere rinegoziato in qualsiasi momento, ma soltanto a intervalli prestabiliti e ben specificati nel contratto. La cadenza varia di caso in caso e può essere biennale, quinquennale, decennale o ancora diversa. Se la scelta tra un mutuo a tasso fisso o variabile implica una valutazione arbitraria da parte del richiedente circa il futuro andamento dei tassi di interesse medi, optare per un mutuo a tasso misto significa ripetere più e più volte questa scommessa.

Il rischio, quindi, si moltiplica: si può impostare un tasso variabile proprio in un momento in cui l’Euribor sale, e passare al tasso fisso quando invece il costo del denaro comincia a scendere. Ovviamente, però, vale anche il discorso opposto, e un’alternanza di scelte oculate può consentire a chi stipula un mutuo a tasso misto di ridurre sensibilmente i costi del finanziamento.

La grande convenienza dei mutui a tasso misto, quindi, sta nella possibilità di ritornare sui propri passi ogni qual volta consentito dal contratto, correggendo la rotta ove necessario.

Vi segnaliamo però un ulteriore elemento, di per sé non negativo, cui prestare attenzione quando si stipula un mutuo a tasso misto: al termine di ogni periodo prestabilito, anche qualora si confermasse la scelta già fatta in precedenza, gli interessi verrebbero comunque ricalcolati sulla base dell’Euribor (per il tasso variabile) o dell’Eurirs (per il tasso fisso) attuali, con tutte le conseguenze del caso.

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