Tassi di interesse e Spese

Tasso cap o capped rate

Il tasso “capped rate”, o più comunemente “tasso cap”, è un meccanismo assicurativo che consente a chi stipula un mutuo a tasso variabile di porre un tetto massimo ai possibili rialzi, nella misura del 2-3% in più rispetto al costo di partenza.

Il “tasso cap” risulta quindi particolarmente conveniente quando l’Euribor offre opportunità interessanti, ma non si vuole correre il rischio di ritrovarsi a pagare in futuro una rata sin troppo elevata. Se nel corso della durata del mutuo l’indice di riferimento salirà di oltre 2 o 3 punti percentuale, superando quello che in gergo tecnico viene definito lo “strike”, l’assicurazione provvederà a rimborsare la differenza rispetto al tetto stabilito.

Conoscendo l’escursione massima, il mutuatario avrà l’ulteriore vantaggio di potersi preparare sin dal principio all’evenienza peggiore, calcolando rapidamente se la rata massima sia effettivamente compatibile con la sua situazione finanziaria. Molte banche includono nelle loro offerte di base per questo genere di mutui la possibilità di stipulare una polizza apposita con un ente assicurativo convenzionato.

Così facendo, il costo del finanziamento si innalzerà di una percentuale rilevante, ma di rado superiore allo 0,75% (un prezzo più alto, di fatto, vanificherebbe la convenienza del tasso capped). Di fatto, il prezzo del tasso cap sarà direttamente proporzionale alla distanza tra lo “strike” prefissato e il livello degli indici al momento della stipula del contratto.

Vi ricordiamo anche che molti istituti consentono di inserire la clausola del tasso capped anche in seguito all’accensione del mutuo, permettendo ai clienti di intervenire tempestivamente qualora decidessero di porre un tetto ai rialzi dei tassi.

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