TAN e TAEG
TAN e TAEG sono due parametri che si incontrano in ogni prestito che il cliente richiede.
TAN è l’acronimo per Tasso Annuale. Il tasso annuale è quel tasso di interesse espresso in percentuale sul credito concesso al cliente; normalmente, per valutare bene la convenienza di un finanziamento, non basta conoscere solamente la misura del tasso annuale applicato dal creditore. Occorre sapere anche in che misura incidono tutta una serie di oneri, che di solito sono presenti, tipo le spese di istruttoria della pratica per il finanziamento, spese di assicurazione e garanzia, spese di riscossione delle rate, ecc. Va fatto notare che esso non include le eventuali spese accessorie e amministrative, che vengono invece espresse nel TAEG.
TAEG sta per Tasso Annuo Effettivo Globale. Viene anch’esso espresso in termini percentuali, ha durata annua ed è un’informazione che la banca è obbligata fornire per legge. E’ una quantità difficile da calcolare che esprime anche tutti i costi generali del prestito. Di solito è meglio un mutuo che ha un TAEG basso.
La legge stabilisce che, a garanzia del consumatore, gli annunci pubblicitari e le offerte effettuati con qualsiasi mezzo, devono indicare anche il TAEG ed il relativo periodo di validità delle promozioni stesse.
Il calcolo del TAEG, ora Indice Sintetico di Costo (ISC), non è molto facile, anche se si tratta di trovare quel tasso di interesse che rende uguali la somma del credito concesso al cliente, con la somma complessiva che il cliente dovrà rimborsare alla scadenza.
Il TAEG (o ISC) sono fissati per legge. Oltre alla struttura del rimborso finanziario, fanno parte del calcolo le spese accessorie obbligatorie inerenti il finanziamento, dunque (nel 2007) le assicurazioni obbligatorie, le spese di istruttoria della pratica e le commissioni d’incasso.
La differenza tra TAN e TAEG, quindi, è che il primo analizza solo il tasso di riferimento delle rate, il secondo, più completo, include nel calcolo tutti gli oneri anche quelli accessori (istruzione pratica, spese ed altro).
La presenza di questi oneri può far cambiare, di molto, il tasso dell’operazione, ovvero quello che, in concreto, ciascuno andrà a pagare alla società o alla banca che gli ha concesso il finanziamento.
Il TAN e TAEG nei mutui
La legge n. 141 del 1991 (che recepisce alcune direttive CEE) stabilisce l’obbligo, negli annunci pubblicitari con cui vengono comunicate cifre concernenti la concessione di un credito al consumo, di indicare anche il T.A.E.G. dell’operazione.
Tale TAEG (tasso annuo effettivo globale) è definito (D.M. 8 Luglio 1991) come quello che rende uguale, su base annua, la somma del valore attuale di tutti gli importi che compongono il finanziamento erogato dal creditore alla somma del valore attuale di tutte le rate di rimborso.
Il decreto ministeriale citato definisce, assai correttamente, il TAEG come un indicatore sintetico e convenzionale del costo totale del credito. Arriva altresì, cosa inusitata nel nostro paese, a riportare l’equazione: che va risolta con l’algebra, con un programma di calcolatore; tutti i passaggi matematici devono essere eseguiti con una precisione di almeno otto cifre decimali.
La comunicazione del TAEG è abitualmente accompagnata da quella del TAN (tasso annuo netto): che rappresenta il TAEG al netto delle spese, diverso dal prezzo di acquisto, che vengono a gravare sul consumatore in relazione alla stessa operazione di finanziamento. Il TAEG che rappresenta il costo totale del credito è un buon indicatore per studiare e confrontare le diverse proposte di mutuo.