'Tasso fisso'

giu 04 2009

Tasso fisso, variabile o misto

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

L’Art. 1813 del Codice Civile definisce il mutuo come "il contratto con il quale una parte (mutuante) consegna all’altra (mutuatario) una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e quantità".

In fase di stipula del contratto di mutuo, il mutuatario può scegliere il tasso di interesse che reputa più conveniente.

Ci sono molti tipi di tasso di interesse, tra cui il tasso fisso, il tasso variabile ed il tasso misto.

Da questi tipi di tasso di interesse ne derivano altri, introdotti sul mercato dagli istituti di credito per far fronte alle esigenze dei propri clienti. Tra questi, i mutui capped rate, i mutui a tasso bilanciato e i mutui a rata costante e durata variabile.

Con i mutui a tasso fisso, il tasso d’interesse è invariato per tutta la durata del mutuo, anche nel caso in cui insorgano cambiamenti nei mercati finanziari e monetari; per questo, il tasso fisso permette al mutuatario di sapere, sin dall’inizio, il valore di ciascuna delle rate che dovrà pagare e la durata complessiva del prestito, con benefici sul piano della gestione della propria disponibilità economica.

Sono due i parametri da cui dipende l’ammontare del tasso fisso:

  • il tasso Eurirs o Irs (Euro interest rate swap), comunicato quotidianamente dalla Federazione Bancaria Europea, corrisponde alla media delle quotazioni alle quali gli istituti finanziari europei praticano l’Interest Rate Swap. Il suo valore varia in funzione della durata del mutuo: maggiore è la durata del mutuo, maggiore sarà il tasso Eurirs che il mutuatario dovrà corrispondere alla banca; ciò dipende dal fatto che, all’aumentare della durata del mutuo, aumentano in maniera corrispondente i rischi connessi al finanziamento che la banca dovrà sopportare.
  • lo spread è determinante per il valore finale del tasso fisso; è imposto dalla banca, che equivale al guadagno che la banca trarrà dal prestito ed è in genere compreso tra l’1% ed il 3%.

I mutui a tasso variabile hanno un tasso di interesse che non rimane fisso, ma è condizionato dall’andamento di alcuni indici economici di riferimento, che vengono specificati nel contratto di mutuo. Un mutuo a tasso di interesse variabile permette al mutuatario di beneficiare di una rata iniziale di norma inferiore rispetto a quella prevista da un mutuo a tasso fisso; tuttavia, eventuali cambiamenti a livello del mercato monetario possono determinare un aumento del tasso di interesse e, quindi, delle rate da pagare.

L’ammontare del tasso variabile nasce dalla somma di due parametri:

  • il tasso Euribor (Euro Interbank Offered Rate), che corrisponde al tasso medio al quale avvengono le transazioni finanziarie in Euro tra le più grandi banche europee ed equivale all’attuale costo del denaro per le banche; il tasso Euribor è soggetto a variazioni ed il suo valore deve pertanto essere ricalcolato periodicamente (la rilevazione può avvenire ogni 1, 3, 6 o 12 mesi): sulla base delle scadenze incluse nel contratto di mutuo, la banca prende atto del valore di questo tasso e provvede ad aggiornare l’entità delle rate residue. E’ possibile verificare personalmente l’andamento dell’Euribor consultando la stampa specializzata o le sezioni dedicate all’economia dei principali quotidiani nazionali.
  • lo spread che, come nel caso del tasso fisso, indica il margine di guadagno della banca per l’erogazione del servizio e varia a seconda dell’istituto finanziario considerato (costituendo uno degli elementi da prendere in considerazione per valutare la convenienza di più proposte di mutuo a tasso variabile dato che rimane fisso per tutta la durata del mutuo).

I mutui a tasso misto possono essere visti come una via di mezzo tra le soluzioni fino ad ora presentate; dopo un periodo a tasso fisso viene data la possibilità al mutuatario di scegliere se andare avanti in questo modo oppure se passare ad un tasso d’interesse variabile. E’ possibile anche procedere in senso opposto, cioè partire con un tasso variabile e decidere in seguito se passare ad un tasso di interesse fisso, ovviamente sempre nel rispetto delle condizioni previste dal contratto di mutuo approvato.

Al termine del periodo per cui questo è stato previsto, il mutuatario è invitato a scegliere il tipo di tasso che desidera vedere applicato al mutuo, fisso o variabile. Questa procedura (la richiesta al cliente del tipo di tasso da adottare) si ripete quindi a intervalli regolari, sulla base di quanto previsto dal contratto di mutuo.

Il mutuo a tasso misto presenta alcuni evidenti vantaggi. Esso consente al mutuatario di scegliere di volta in volta la tipologia di mutuo che meglio si adatta alla situazione del mercato ed alle proprie esigenze personali e, per le sua particolare natura, risulta un’opzione decisamente valida per chiunque sia inizialmente indeciso sul tasso di interesse da scegliere.

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apr 21 2009

Tasso Fisso, Variabile, Misto

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Il mutuo a tasso fisso ha il medesimo tasso d’interesse fino all’estinzione del mutuo, che viene fissato nel momento della stipula in base al tasso di riferimento del mercato Eurirs (il tasso interbancario di riferimento per i mutui a tasso fisso, diffuso ogni giorno dalla Federazione Bancaria Europea).

Con questo tipo di mutuo, prima del pagamento della prima rata è possibile conoscere l’ammontare del debito da restituire ad ogni singola rata del mutuo, comprensiva di capitale, spese ed interessi.

Il mutuo a tasso fisso è una soluzione particolarmente adatta ai lavoratori dipendenti e nel caso di una prevista inflazione, che porterebbe i tassi ad aumentare in riferimento alla conseguente crescita dell’Eurirs.

Il mutuo a tasso variabile ha un tasso di interesse che varia in relazione all’andamento di una o più misure di riferimento che sono chiarite nel contratto. Ogni rata ha un suo valore specifico in base all’andamento del mercato in quel preciso momento. Il mutuo a tasso variabile viene calcolato sull’ Euribor (il tasso interbancario di riferimento per i mutui a tasso variabile diffuso ogni giorno dalla Federazione Bancaria Europea).

Il mutuo a tasso misto, ha un tasso d’interesse modificabile da fisso a variabile o viceversa indicando con precisione nel contratto le condizioni e le scadenze. Un’ipotesi di proposta di mutuo a tasso misto presenta una parte del capitale da restituire a tasso fisso e l’altra a tasso variabile.

E’ utilizzato da quei mutuatari che non sanno scegliere in modo definitivo quale tasso d’interesse meglio soddisfa le loro esigenze.

Lo spread, la vera e propria remunerazione per la banca, viene stabilito durante la stipulazione del contratto attraverso un valore percentuale che varia solitamente tra l’1% ed il 3%.

Il tasso d’interesse effettivo è determinato dallo spread sommato al tasso di riferimento del mercato, che nel caso di tasso fisso è rappresentato dall’Eurirs e dall’Euribor per quello variabile.

Fonte: StudioCataldi.it

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apr 16 2009

Mutuo a tasso fisso

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Il mutuo a tasso fisso prevede un tasso applicato costante per l’intera durata contrattuale.

Il tasso fisso viene calcolato in base all’IRS (Interest Rate Swap) di periodo, a cui si deve aggiungere lo spread.

L’IRS, è il contratto con il quale le parti concordano di scambiarsi flussi di interessi di diversa natura, in quanto calcolati secondo diversi tassi di riferimento.

L’importo massimo erogabile per i mutui a tasso fisso è pari al 100% dell’acquisto. Inoltre, se sono riconosciuti i requisiti reddituali ed oggettivi del richiedente, questo finanziamento è estendibile fino al 110%, garatendo così la possibilità di copertura delle spese accessorie dell’operazione, inclusi gli oneri notarili.

La durata del mutuo è compresa tra i 2 anni ed i 30 anni e può essere estinto anticipatamente rispetto alla naturale scadenza, in misura totale o parziale.

Il Tasso d’interesse è fisso per tutta la durata del mutuo, calcolato in base all’IRS del periodo, maggiorato di uno spread, mutevole in relazione alla durata.

tempi di attivazione sono variabili nelle 48 ore dalla ricezione completa della documentazione, che consiste nel portare all’istituto di credito:

  • Ultima dichiarazione dei redditi (Cud per i dipendenti o pensionati, Modello Unico per i liberi professionisti, lavoratoti autonomi, commercianti)
  • Ultime tre buste paga o cedolini relativi alla pensione;
  • Compromesso o proposta di acquisto concernente l’immobile da acquistare
  • Atto di provenienza dell’immobile
  • Planimetria dell’immobile 

La polizza assicurativa incendio, scoppio, danneggiamento ambientale è obbligatoria a favore dell’ente erogante. Non sono previste forme di assicurazione obbligatorie alternative od accessorie, tranne se il contraente non voglia stipulare una polizza che garantisca il pagamento della rata in casi particolari.

L’iscrizione ipotecaria è pari al 1,50% del capitale erogato.

Questa tipologia di mutuo è ideale per chi:

  • non vuole sostenere l’oscillazione dei tassi di mercato, conoscendo l’importo fisso e certo della rata per tutta la durata contrattuale;
  • acquista la prima casa, sostenendo un impegno elevato per i primi anni, ammortizzando il costo nel tempo;
  • per le famiglie che godono di un reddito fisso ed hanno raggiunto una stabilità di entrate certe, con la minima probabilità di cambiamenti professionali.

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