apr
01
2009
I tassi di interesse sono al minimo storico (1,5%) ma le rate, per chi si appresta a stipulare oggi un nuovo mutuo, non sono così diverse rispetto a quelle previste nei contratti proposti dagli istituti di credito a settembre del 2008, quando il costo denaro era al 4,25%.
Questo perchè intanto, la maggior parte delle banche ha alzato lo spread, ovvero il margine fisso (valido per tutta la durata del mutuo) che si va ad aggiungere all’Euribor (per i prestiti a tasso variabile) o all’indice Irs (per quelli a tasso costante) nel conteggio del tasso finale.
Dal confronto delle migliori offerte di mutui rilevate dal portale MutuiOnline.it emerge che lo spread medio applicato sui prestiti ipotecari è oggi pari all’1,4%, con punte fino al 4%. Valori lontani dalla soglia dell’1%, utilizzata fino a poco tempo fa dagli esperti per distinguere un mutuo a buon mercato (sotto l’1%) da uno invece caro (oltre l’1%).
Cosa succederà se, una volta messa alle spalle l’attuale crisi, i tassi di mercato risaliranno nei prossimi anni? Elio Lannutti, presidente di Adusbef, l’associazione dei consumatori che recentemente ha presentato una denuncia a Bankitalia sull’innalzamento degli spread sui prestiti da parte degli istituti di credito, ha spiegato: «Su chi sottoscrive oggi un mutuo variabile con uno spread alto cadrà, in caso di rialzo futuro dei tassi, una doppia tegola. Oltre al peso del costoso spread, che non si potrà più modificare per tutto il piano di rimborso salvo ricorrere a rinegoziazioni o surroghe, dovranno fronteggiare un aumento della rata». Chi è oggi alle prese con la stipula di un mutuo farebbe meglio pertanto ad aspettare tempi migliori. magari preferendo, come soluzione transitoria, un affitto? Picciolini conclude «Quando la crisi passerà vorrà dire che si ridurrà la rischiosità del credito. In condizioni normali le banche dovrebbero ridurre proporzionalmente gli spread. Ma dubito che ciò avverrà. Ce lo dimostrano anche le compagnie petrolifere che, quando il prezzo del petrolio scende, non abbassano in modo proporzionale il prezzo della benzina».
Fonte: IlSole24ore.it
apr
01
2009
L’Euribor ai minimi storici inizia a farsi sentire anche sui mutui variabili già stipulati e indicizzati ai tassi medi trimestrali.
Con la fine di marzo e quindi la chiusura del primo trimestre 2009, molte banche adeguano i parametri sui quali vengono calcolate le nuove rate, da aprile in poi.
Per quanto riguarda i tassi, nel primo trimestre l’Euribor 3 mesi, ha registrato una media del 2,01% contro il 4,21% del trimestre ottobre-dicembre e il 4,98%, raggiunto fra giugno e settembre. Questo vuol dire che la rata di aprile di un finanziamento da 100mila euro indicizzato appunto ai tassi registrati nei primi tre mesi del 2009 (+1% di spread) potrà risultare meno cara in media del 20% rispetto ai pagamenti effettuati lo scorso autunno. Ancora più basse sono in teoria le rate dei prestiti legati alla media mensile dell’Euribor, un parametro che però ha già permesso nei mesi precedenti un più rapido adeguamento al ribasso degli importi da versare (e che in generale rende la rata più volatile anche in caso di picchi al rialzo).
Il discorso, naturalmente, può anche essere visto in un’ottica opposta: chi stipula in questo momento un mutuo a tasso variabile deve mettere in conto che i tassi non resteranno su questi livelli in eterno e valutare bene la scelta soprattutto sulla base del proprio reddito disponibile. Sui nuovi mutui, inoltre occorre considerare che le banche hanno rivisto al rialzo gli spread, annullando in parte i benefici derivanti dal calo dei tassi di interesse.
Fonte:IlSole24ore
feb
15
2009
Euribor a tre mesi è sceso all’1,94%, il livello più basso dall’introduzione dell’euro. I dati sono rilevati dall’European Banking Federation. Il tasso Euribor a tre mesi aveva toccato il massimo storico lo scorso 10 ottobre, raggiungendo il 5,39%.
Il minimo storico toccato all’ 1,94% viene attribuito dagli analisti al fatto che la Banca Centrale Europea potrebbe tagliare il tasso di riferimento il mese prossimo, riferisce l’agenzia Bloomberg. A scendere sono anche l’Euribor ad un mese che passa da 1,65% a 1,63% e quello ad una settimana che tocca l’1,37%.
Scendono i prezzi delle case e anche i tassi di interesse, ma in compenso salgono gli spread applicati dalle banche.
Così, i nuovi mutui oggi possono essere anche meno convenienti di un anno fa.
Diversa, invece, la situazione per chi ha già stipulato un mutuo a tasso variabile: il calo dei tassi si è già tramutato in un risparmio tra i 150 e i 200 euro al mese. E la prossima rata dovrebbe essere ancor più conveniente.