'Rinegoziare'

nov 24 2008

Pronta la proroga per la convenzione sulla Rinegoziazione dei Mutui

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L’Abi e’ disponibile a prorogare la convenzione con il ministero dell’Economia sulla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile sulla prima casa. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Associazione bancaria, Giuseppe Zadra, nel corso di un seminario a Gubbio. L’intervento sui mutui dovrebbe rientrare tra le misure che il governo inserira’ nel pacchetto anti-crisi insieme ad un Fondo di garanzia sui mutui di 20 milioni di euro. "Abbiamo detto al ministro Tremonti – ha spiegato Zadra – che, se lo ritiene opportuno possiamo andare avanti con la convenzione. Ma, l’andamento al ribasso dei tassi d’interesse negli ultimi giorni ha fatto scemare l’interesse da parte delle famiglie". Finora sono state circa 32.000 le rinegoziazioni effettuate in seguito all’accordo tra Abi e Mef. "A fine agosto – ha sottolineato Zadra – abbiamo inviato lettere concordate con il ministero a 2,3 milioni di persone, anche se solo 1,3 milioni ha i requisiti per accedere alla rinegoziazione. Al 21 novembre 89.746 famiglie avevano contattato la propria banca, di queste 32.381, vale a dire poco piu’ di un terzo, ha accettato la proposta". Secondo il dg dell’Abi "il mercato ha cominciato a reagire dopo la meta’ di settembre" e in un mese e mezzo, a fine ottobre, le accettazioni sono passate da 2.547 a 21.135.

Quanto al Fondo di garanzia, si tratta di uno strumento gia’ previsto dalla Finanziaria 2008 per le famiglie in difficolta’ con le rate del mutuo in seguito ad un evento traumatico, come ad esempio la perdita del lavoro, la morte o la malattia. Il Fondo, di 20 milioni di euro, potra’ coprire fino a tre rate di mutuo dando un po’ di respiro al titolare del prestito, che in questo modo non diventera’ moroso. Il Governo ha messo a punto i decreti attuativi che dovrebbero far parte del pacchetto di misure anti-crisi che sara’ varato venerdi’ prossimo.

Fonte : AGI News On

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set 18 2008

Mutui: 5 soluzioni per Tagliare la rata

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L’"assalto" agli sportelli lo danno quasi tutte per scontato. E si stanno attrezzando per farvi fronte potenziando i front office delle filiali. Scaduto, il 29 agosto scorso, il termine per spedire le lettere per la rinegoziazione, le 200 banche che hanno aderito alla convenzione Abi-Tesoro si preparano a ricevere tra un milione e un milione e mezzo di titolari di mutui a tasso variabile (stipulati prima del 29 maggio 2008) potenzialmente interessati all’operazione.
Calcolare la convenienza del l’offerta concordata all’inizio dell’estate dagli istituti di credito con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti – nonostante gli sforzi di trasparenza fatti dalle banche – sarà tutt’altro che facile. E soprattutto non sarà semplice mettere a confronto i vantaggi della rinegoziazione con quelli derivanti dalle altre misure teoricamente a disposizione per combattere il caro-rata. Dalla chance della portabilità e della surroga a quella della rinegoziazione libera e gratuita, varate nel 2007 con le liberalizzazioni promosse dall’ex ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani.
Ai destinatari della proposta di rinegoziazione, dunque, non resterà che recarsi in banca per valutare con i tecnici incaricati il proprio profilo di rischio e i propri margini di manovra. Decisivo più che mai nella scelta sarà il raffronto tra l’importo (crescente) della rata e il reddito disponibile (spesso con poche prospettive di crescita).
In ogni caso, ci saranno tre mesi di tempo per decidere se aderire alla proposta Tremonti, se optare per una delle alternative Bersani oppure se lasciare le cose come stanno e seguire l’originario piano di ammortamento.
Alcune peculiarità e differenze fra le "offerte" in campo però sono già chiare (si vedano anche le schede a fianco).
La rinegoziazione "coattiva" targata Tremonti, per esempio, è l’unica via per obbligare le banche ad alleggerire mutui diventati troppi gravosi. Ma è un congegno che se ha il vantaggio di abbassare subito la rata in modo certo e significativo, presenta lo svantaggio – non secondario – di convertire il mutuo originario in un prestito senza più una durata predeterminabile e con la possibilità di esporre a un rimborso molto più alto ed esoso rispetto a quello preventivato con il primo prestito.
Dal 1° gennaio 2009, infatti, accettando l’offerta di rinegoziazione frutto dell’accordo Abi-Governo, si verserà una rata fissa bloccata sulla media dei tassi applicati nel 2006. Ciò vuol dire inferiori anche del 2% rispetto ai livelli attuali. La differenza tra la rata variabile di base e la nuova rata fissa (di minore entità) confluirà su un altro conto (denominato "conto di finanziamento accessorio"), al quale verrà applicato un tasso d’interesse pari, di norma, all’Irs a 10 anni maggiorato di uno spread dello 0,5%, che il mutuatario dovrà saldare, sempre con rate fisse, dopo aver rimborsato il mutuo-base. Fissato il tasso di interesse "accessorio" e il numero delle rate extra da pagare, si aprono cioè tre scenari: 1) se l’Irs salirà ancora prima della chiusura del mutuo-base, il residuo sul conto accessorio aumenterà e si allungherà il numero delle rate extra; 2) se l’Irs, viceversa scenderà l’importo del conto accessorio diminuirà e di conseguenza sarà minore il numero delle rate da pagare; 3) se poi, nella migliore delle ipotesi per il mutuatario, i tassi di mercato scenderanno fino a che la vecchia rata variabile sia inferiore alla nuova rata fissa la differenza andrà a "credito" e potrà essere scalata dal conto accessorio.

Le alternative a disposizione

1 L’accordo Abi-Tesoro

Tremonti La rinegoziazione «coattiva»
La cosiddetta rinegoziazione coattiva è stata prevista dal decreto legge n. 93/2008 (converito nella legge n. 126) e poi tradotta nella Convenzione attuativa stipulata tra il ministero dell’Economia e l’Abi lo scorso 19 giugno.

Che cos’è
Chi oggi ha il problema di una rata cresciuta troppo in fretta e teme un ulteriore incremento dei tassi può congelarne l’importo per tutta la durata residua del finanziamento. Dal 1° gennaio 2009 accettando l’offerta di rinegoziazione verserà una rata fissa calcolata sulla media dei tassi del 2006, inferiore anche del 2% rispetto ai livelli attuali.
a differenza tra rata originaria e nuova rata fissa confluirà su un conto "accessorio" al quale verrà applicato un tasso pari all’Irs a 10 anni maggiorato di uno spread dello 0,5% da rimborsare dopo aver chiuso il mutuo iniziale.
l vantaggio: rata subito giù
La rinegoziazione conviene a chi ha bisogno di alleggerire subito e in misura "certa" la rata. Appare come l’unica soluzione per chi ha stipulato un mutuo variabile con un basso livello dei tassi (anche al 2%) ma con un importo delle rate già superiore al 30% del reddito disponibile
Lo svantaggio: durata e importo indeterminabili
Fissato il tasso "accessorio", se l’Irs salirà ancora si allungherà il numero delle rate extra. Se l’Irs calerà le rate extra diminuiranno. La durata e l’entità complessive del mutuo non si potranno prevedere.

2 Surroga e portabilità
Bersani
La portabilità
Portabilità del mutuo e surrogazione sono state potenziate e rese più appetibili nell’ambito delle liberalizzazioni promosse dall’ex ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani (decreto legge n. 7/07 poi convertito nella legge 40/07).

Che cos’è
Con la portabilità è possibile trasferire il mutuo a un’altra banca con nuove e più favorevoli condizioni, ad esempio, modificando tipo e misura del tasso, oppure la durata del contratto. Non è possibile invece modificare o aumentare il debito residuo. La portabilità si rivolge perciò a chi non ha un’immediata necessità di incrementare il finanziamento
La banca con cui si contrae il nuovo prestito subentra nell’ipoteca originaria: in sostanza, il denaro preso a prestito dal nuovo istituto viene utilizzato per saldare il debito derivante dal precedente contratto di mutuo
Il vantaggio: oneri ridotti e migliori condizioni
Con la portabilità non si perdono i benefici fiscali (come quelli sulla prima casa), il mutuatario non deve pagare l’imposta sostitutiva sul nuovo mutuo, né le imposte ipotecarie e di bollo (dato che l’ipoteca non si cancella). Inoltre, si possono ottenere migliori condizioni da parte della banca che rileva il mutuo riducendo la rata o risparmiando sugli interessi
L’incognita: la banca non è obbligata a subentrare
La nuova banca non è obbligata, a differenza della rinegoziazione Tremonti, a concludere il contratto a condizioni più favorevoli per il cliente

3 Continuare con il vecchio mutuo

Quando conviene: può risultare più vantaggioso non aderire all’offerta di rinegoziazione quando si conserva un margine di manovra nel rapporto rata/reddito
Se la rata assorbe ancora meno di un quarto del reddito disponibile, in genere, sarà possibile far fronte a eventuali rialzi dei tassi d’interesse disposti dalla Bce. In simili circostanze basterà non rispondere alla lettera ricevuta dalla banca
I benefici: si continuerà così a pagare le rate secondo l’originario piano di rimborso avendo la certezza sulla chiusura del mutuo. Si potrà beneficiare, inoltre, di eventuali riduzioni dei tassi d’interesse che andranno a tagliare l’importo della rata.

4 La trattativa «ad personam»

Quando conviene: la trattativa ad personam è in teoria la strada preferibile perché permette di ri-contrattare con la banca tutti gli elementi del prestito. Molto dipende però dalla capacità del cliente di strappare condizioni migliori, visto che la banca non è obbligata a concederle.
Per ridurre la rata si può chiedere, per esempio, di allungare la durata del mutuo di un certo numero di anni ovvero uno sconto sul tasso (o sullo spread). Se si opta per la sicurezza si può tentare di "sostituire" il vecchio mutuo a tasso variabile con uno fisso.
Operazione gratuita: oltre a quello di avere un mutuo "su misura", l’operazione non comporta spese grazie al decreto-Bersani-bis del 2007.

5 Se un solo rimedio non basta

Le strade per avere una doppia chance.
Per i titolari di un mutuo a tasso variabile in affanno, ma che conservano ancora un certo margine di manovra, è possibile anche giocare su più tavoli.
Dopo aver bloccato la rata con la rinegoziazione "Tremonti", per esempio, si può poi approfittare della "surrogazione Bersani" (e cioè della portabilità del mutuo) trovando un’altra banca che offra condizioni migliori rimborsando alla prima le somme relative al mutuo originario e quelle del conto accessorio. Non sembra invece praticabile il percorso inverso, dalla surrogazione Bersani alla rinegoziazione Tremonti.
Qualunque scelta si sia compiuta poi si può sempre tentare con la banca una rinegoziazione ad personam.

Fonte: Sole24ore

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set 01 2008

Rinegoziare il Mutuo: soluzioni per abbassare la RATA

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"Decisivo più che mai nella scelta sarà il raffronto tra l’importo (crescente) della rata e il reddito disponibile (spesso con poche prospettive di crescita).
In ogni caso, ci saranno tre mesi di tempo per decidere se aderire alla proposta Tremonti, se optare per una delle alternative Bersani oppure se lasciare le cose come stanno e seguire l’originario piano di ammortamento.

La rinegoziazione "coattiva" targata Tremonti, per esempio, è l’unica via per obbligare le banche ad alleggerire mutui diventati troppi gravosi. Ma è un congegno che se ha il vantaggio di abbassare subito la rata in modo certo e significativo, presenta lo svantaggio – non secondario – di convertire il mutuo originario in un prestito senza più una durata predeterminabile e con la possibilità di esporre a un rimborso molto più alto ed esoso rispetto a quello preventivato con il primo prestito.

Dal 1° gennaio 2009, infatti, accettando l’offerta di rinegoziazione frutto dell’accordo Abi-Governo, si verserà una rata fissa bloccata sulla media dei tassi applicati nel 2006. Ciò vuol dire inferiori anche del 2% rispetto ai livelli attuali. La differenza tra la rata variabile di base e la nuova rata fissa (di minore entità) confluirà su un altro conto (denominato "conto di finanziamento accessorio"), al quale verrà applicato un tasso d’interesse pari, di norma, all’Irs a 10 anni maggiorato di uno spread dello 0,5%, che il mutuatario dovrà saldare, sempre con rate fisse, dopo aver rimborsato il mutuo-base. Fissato il tasso di interesse "accessorio" e il numero delle rate extra da pagare, si aprono cioè tre scenari:

1) se l’Irs salirà ancora prima della chiusura del mutuo-base, il residuo sul conto accessorio aumenterà e si allungherà il numero delle rate extra;

2) se l’Irs, viceversa scenderà l’importo del conto accessorio diminuirà e di conseguenza sarà minore il numero delle rate da pagare;

3) se poi, nella migliore delle ipotesi per il mutuatario, i tassi di mercato scenderanno fino a che la vecchia rata variabile sia inferiore alla nuova rata fissa la differenza andrà a "credito" e potrà essere scalata dal conto accessorio."

Tratto da il Sole24Ore

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ago 31 2008

Mutui: Rinegoziare le Rate conviene?

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Rinegoziare il mutuo per la casa: da oggi oltre un milione di italiani che lo hanno contratto entro il 28 maggio 2008 riceveranno dalla propria banca una lettera con i termini dell’offerta, a seguito della convenzione siglata fra Abi e ministero dell’Economia. Alleggerire la rata, tornando a quella di due anni fa per respirare un po’, o tenersi le condizioni attuali? È il bivio che si troveranno ad affrontare i clienti, con tre mesi di tempo per decidere.

Finora hanno aderito circa 370 le banche ad aver aderito all’offerta, con una ‘copertura’ di oltre il 91% degli sportelli. La rinegoziazione delle rate è l’opzione prevista dalla convenzione ministero dell’Economia-Abi. Riguarda i mutui a tasso variabile e a rata variabile contratti entro il 28 maggio 2008 finalizzati all’acquisto della prima casa. Possono aderire all’offerta anche i mutuatari inadempienti alla data del 28 maggio 2008. La procedura prevede una riduzione dell’importo delle rate, che diventeranno a tasso fisso a partire dalla terza rata successiva all’adesione della proposta.
La differenza tra la vecchia e la nuova rata confluirà in un conto accessorio su cui grava il
tasso Irs a 10 anni, che può aumentare fino allo 0,5%, e che sarà rimborsato dopo l’estinzione del mutuo. Anche nel caso di una rinegoziazione non ci sono penali per l’estinzione anticipata del mutuo o del conto accessorio.

Ma nella lettera informativa le banche sono tenute a prospettare altre opzioni, oltre alla rinegoziazione, come la surroga del mutuo (spostare il prestito in un’altra banca a condizioni migliori) o la sua sostituzione (estinguere il vecchio mutuo e accenderne uno nuovo in un altro istituto).

Fonte : Panorama

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