'Rata Mutuo'

set 02 2010

Mutui Intesa SanPaolo: 6 soluzioni di Mutuo

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

La varietà delle proposte per la scelta del mutuo da accendere per acquistare casa è una delle grandi caratteristiche di uno degli istituti di credito italiani di maggiore affidabilità e solidità: Intesa San Paolo.

Intesa San Paolo, nato dalla fusione di due dei principali istituti bancari italiani, mette a disposizione di coloro che hanno necessità di un mutuo, sei soluzioni.

  • Domus Block. E’ un mutuo a tasso variabile con un tetto di interesse fisso stabilito da contratto. Ciò consente di non rinunciare ai vantaggi di un tasso variabile ma di tenersi al riparo in caso di eccessivo rialzo dei tassi. La rata quindi non potrà mai superare il tetto – cap – concordato preventivamente. Un’opportunità del Domus Block prevede anche, a scelta del cliente, che il cap resti tale non per l’intera durata del mutuo ma solo per la prima metà. Tra le caratteristiche di questa soluzione finanziaria c’è la durata, da 10 a 30 anni, ed il limite di importo richiedibile che va da € 30.000 fino all’80% del valore dell’immobile che si va ad acquistare. Le spese di istruttoria sono di € 400.
  • Domus Fisso. Il tasso di interesse e quindi la rata mensile restano stabili per tutta la durata del mutuo che va da 5 a 30 anni. Il mutuo è richiedibile anche in caso di piccole ristrutturazioni, oltre che di acquisto di un’abitazione. In questo caso l’importo va da € 30.000 fino all’80% del valore dell’immobile. Tale percentuale può essere elevata fino al 100% solo nel caso di acquisto della prima casa, e la rata resterà ugualmente fissa. Un’opzione vantaggiosa e molto interessante è la Sospensione Rata: dopo aver pagato almeno 24 rate mensili, si può chiedere per ben 3 volte nella durata del finanziamento, una sospensione dal pagamento di un massimo di 6 rate consecutive.
  • Domus Variabile, consente di ottenere i benefici di un calo dei tassi di interesse ma espone il cliente al rischio di un loro aumento. Infatti in questo caso la rata mensile non è fissa né prestabilita ma varia a seconda dell’andamento del tasso di riferimento scelto. Questo viene definito in base al parametro Euribor oppure all’MRO – tasso della BCE sulle operazioni di rifinanziamento. Anche in questo mutuo vale l’opzione Sospensione Rata a cui si aggiunge la Flessibilità Durata che consente di allungare a ridurre la durata del mutuo senza superare tuttavia il limite massimo di 40 anni. Attivando Domus Variabile si può accedere anche ad un finanziamento pari al 100% del valore dell’immobile, purché per una prima casa e per un valore massimo di € 300.000.
  • Domus Giovani. Attivabile da tutti coloro che non superino i 35 anni, dà la possibilità di scegliere tra tasso fisso e tasso variabile. Si può inoltre richiedere una cifra pari al 100% del valore dell’immobile con un limite di € 250.000 e non ha spese di istruttoria. Consente anche di attivare le opzioni Sospensione Rata e flessibilità Durata che hanno caratteristiche per certi aspetti simili a quelle degli altri mutui. Il vantaggio di Domus Giovani sta nella possibilità di stipulare un’assicurazione che, senza costi aggiuntivi, copre il pagamento delle rate nel caso di periodi di disoccupazione. Domus Giovani infatti può essere acceso anche da lavoratori con contratti atipici.
  • Domus Mix consente di scegliere gratuitamente ogni 3/5 anni la tipologia di tasso fisso o variabile per il trienno/quinquennio successivo.
  • Domus Libero, a tasso variabile, consente di personalizzare il mutuo rimborsando il capitale con degli importi variabili in base alle disponibilità del momento. E’ la soluzione ideale per chi non ha a disposizione un importo fisso mensile o per chi prevede dei cambiamenti finanziari del proprio patrimonio.

Per saperne di più e leggere i prospetti informativi, si rimanda direttamente alla pagina offerta mutui di Intesa San Paolo dove è possibile trovere tutte le informazioni aggiuntive.

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ago 30 2010

Fondo di solidarietà per i mutui: in pericolo

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Il 2 settembre inizerà ad essere operativo il Fondo di solidarietà per i mutui prima casa. Ma nonostante questo, le famiglie in difficoltà non potranno chiedere la sospensione della rata del mutuo.

Infatti, nonostante il 2 settembre sarà operativo il decreto con cui il Ministero dell’economia e delle finanze ha emanato il regolamento con le norme di attuazione del Fondo di solidarietà, la burocrazia molto rigida e puntigliosa non consentirà ai mutuatari di avanzare le proprie richieste di sospensione dal pagamento della rata del mutuo.

Prima che le persone possano ricevere un sostegno, saranno necessari ulteriori adempimenti da parte del ministero. Si dovrà designare un Gestore, una società che si occuperà della gestione del servizio, ad esempio realizzando un sito internet e fornendo alle banche tutte le informazioni necessarie per ottenere il rimborso dal Fondo. Lo stesso ministero, inoltre, dovrà pubblicare delle circolari tramite cui verranno impartite delle istruzioni di carattere tecnico-operativo alle banche.

Saranno necessari chiarimenti relativi alla chiarezza stessa del regolamento, ad esempio il testo parla di mutui per l’acquisto della prima casa senza far nessun riferimento ai mutui stipulati per la ristrutturazione o la costruzione della stessa, così come pure si parla di mutui a taso fisso o a tasso variabile senza far riferimento alle altre forme esistenti (mutui con cap, a rata fissa, ecc).

Per le famiglie italiane, dunque, l’attesa rischia di essere lunga dato che, anche dopo che tali questioni saranno state risolte la sospensione non sarà immediata.

Dal momento della richiesta dovranno trascorrere 10 giorni per l’invio della richiesta da parte della banca, 15 per il nullaosta e 5 per la comunicazione al mutuatario, inoltre una volta completato il tutto bisogna sperare che la richiesta vada a buon fine e che non siano già stati esauriti i 20 milioni di cui è dotato il Fondo.

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ago 24 2010

Fondo di solidarietà per i mutui prima casa: cos’è

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Dal 2 settembre le famiglie che non riescono a far fronte al pagamento della rata mensile del mutuo sottoscritto per l’acquisto della prima casa potranno ricorrere al Fondo di solidarietà per i mutui prima casa che consente di sospendere, per un massimo di 18 mesi, le rate dei mutui sottoscritti per un importo fino a 250.000 euro.

Per accedere a tale agevolazione è necessario che ci sia una delle condizioni previste, tra cui:

  • perdita del posto di lavoro,
  • morte o condizioni di non autosufficienza di un familiare.

Questa condizione non deve per forza essersi verificata nel corso del 2009-2010, ma può essere insorta anche precedentemente.

Possono richiedere l’accesso al fondo anche coloro che si sono trovati a dover far fronte al pagamento di spese mediche o di assistenza domiciliare di importo superiore a 5.000 euro all’anno oppure a spese destinate alla ristrutturazione dell’immobile oggetto di mutuo.

La richiesta, inoltre, può essere avanzata anche in seguito a un aumento significativo della rata per effetto dei tassi variabili.

Rispetto al Piano Famiglie varato dall’Abi lo scorso gennaio, le differenze sostanziali riguardano:

  • il limite massimo dell’importo del mutuo (per il Fondo è 250.000 euro mentre per il Piano dell’Abi è 150.000 euro) 
  • il trattamento relativo agli interessi maturati durante il periodo di sospensione delle rate: nel caso del Fondo di solidarietà, infatti, sono a carico della banca (che a sua volta potrà chiedere il rimborso al Fondo) mentre nel caso del Piano dell’Abi sono a carico del mutuatario.

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apr 16 2009

Famiglie in crisi: stop alla rata del mutuo

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

L’ABI e il Ministero per l’Economia e le Finanze hanno siglato un’intesa che, oltre all’attivazione dei “Tremonti bond”, prevede anche la sospensione al pagamento della rata del mutuo per 12 mesi per le famiglie più duramente colpite dalla crisi.

Il protocollo indica nel dettaglio che il beneficiario del provvedimento è il “sottoscrittore del mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, o un componente del nucleo familiare convivente, che abbia usufruito dalla data di oggi e fino alla fine del 2011 di interventi per il sostegno al reddito per la sospensione del lavoro ovvero abbia subito la perdita della prima occupazione da lavoro dipendente”.

Tra i beneficiari, oltre a chi rimane senza lavoro, sono inclusi anche i collaboratori coordinati e continuativi a favore dei quali il Decreto anti-crisi all’articolo 19 ha previsto l’assegnazione di una somma una tantum.

Mentre per i lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione, riorganizzazione o chiusura delle aziende per i quali è previsto l’utilizzo della Cassa Integrazione Straordinaria o in deroga, le banche si impegnano a favorire accordi che permettano alla clientela di accedere all’anticipo delle quote di cassa integrazione straordinaria.

Lo stop del pagamento della rata, senza oneri finanziari per il cliente è valido per almeno un anno, le banche infatti si impegnano a “prevedere – nei casi in cui il sottoscrittore del mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, o un componente del nucleo familiare convivente abbia usufruito di interventi di sostegno al reddito per la sospensione dal lavoro, ovvero abbia subito la perdita della propria occupazione da lavoro dipendente, ovvero abbia i requisiti per l’assegnazione della somma una tantum di cui all’articolo 19, comma 2, decreto legge n. 185108 – la sospensione, per almeno 12 mesi, del pagamento delle rate senza oneri finanziari per il cliente e con conseguente traslazione del periodo di rimborso. La sospensione termina anticipatamente nel caso in cui il lavoratore venga reintegrato o trovi una nuova occupazione”.

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