'Piano casa'

apr 09 2009

Accordo Stato Regioni sul Piano Casa

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

L’Accordo Stato Regioni sul Piano Casa siglato il 31 marzo 2009, prevede:

  • per gli edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque di cubatura non superiore a 1000 metri possibilità di ampliamento entro il limite del venti per cento della volumetria esistente;
  • demolizione e ricostruzione possibilità di ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del trentacinque per cento della volumetria esistente, al fine di migliorarne qualità architettonica ed efficienza energetica, nonché di utilizzare fonti di energie rinnovabili;
  • semplificazione delle procedure per velocizzare la concreta applicazione di quanto previsto.

 

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apr 01 2009

Piano casa: c’è l’accordo

Accordo nella not­te sul piano casa tra governo e Regioni. Al termine di una lunga giornata di consultazioni, ie­ri sera Silvio Berlusconi ha dato il via libera all’intesa con i gover­natori. L’accordo prevede che il decreto sarà approvato entro dieci giorni ma sarà limitato esclusivamente alla semplifica­zione amministrativa dell’edili­zia e all’incremento delle risorse pubbliche per l’incentivazione degli affitti agevolati. In una seconda fase, le Regio­ni saranno autorizzate a interve­nire con provvedimenti locali che prevedono l’ampliamento delle cubature fino al 20% ma so­lo per l’edilizia residenziale e in particolare per gli edifici mono e bifamiliari.

In ogni caso, gli ampliamenti dovranno essere «per uso familiare» e non po­tranno essere venduti. Inoltre sono previsti abbattimenti e ri­costruzioni di edifici di basso va­lore. Nessun intervento, comun­que, potrà essere fatto nei centri storici o in deroga alle leggi e i regolamenti comunali.

Soddisfatto Errani, presi­dente della Conferenza delle Re­gioni: «Abbiamo messo sui bina­ri giusti la programmazione ur­banistica. Importante è la coesio­ne e l’unità di tutte le Regioni».

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mar 23 2009

Piano casa: il decreto legge in bozza

Pubblicato da Il Conte in Notizie Finanza

La bozza del testo del decreto legge che consentirà al governo di varare in tempi rapidi il piano straordinario per la casa, prevede sette articoli e conferma la possibilità di ampliare fino a un massimo del 20% il volume delle abitazioni private, che aumenta al 35% nel caso in cui, in conseguenza di una demolizione, si proceda alla costruzione di un nuovo edificio, a condizione che siano utilizzate tecniche costruttive di bioedilizia o fonti di energia rinnovabili. Chi deciderà di ampliare la prima casa avrà uno sconto del 50% sul balzello che si deve ai Comuni per la costruzione. Il contributo si paga inoltre solo con riferimento ”’agli incrementi realizzati".

Il limite massimo all’ampliamento delle abitazioni è di 300 metri cubi per unità immobiliare. "In nessun caso – si legge nella bozza – i nuovi volumi potranno eccedere complessivamente il limite di 300 metri cubi per unità immobiliare destinata ad uso residenziale". "Resta salva – si precisa nel decreto – la possibilità di avvalersi dell’asservimento dell’aumento volumetrico spettante ad altra unità immobiliare contigua; l’altezza della nuova fabbrica – conclude il comma 5 dell’articolo 2, relativo agli "interventi su singole unità immobiliari" – non può superare di oltre quattro metri l’altezza massima prevista dagli strumenti urbanistici vigenti".

Non occorre il permesso di costruire: per i nuovi interventi previsti dal decreto legge con il piano casa del governo basterà la denuncia di inizio attività. Servirà poi il via libera del progettista: "La sussistenza di tutte le condizioni previste dal presente decreto è asseverata – si legge nella bozza del testo – sotto la propria responsabilità dal progettista abilitato che sottoscrive la denuncia di inizio attività".

Per quanto riguarda le procedure, dunque, il decreto prevede che "gli interventi previsti siano realizzati previa denuncia di inizio attività ai sensi e per gli effetti dell’articolo 22 comma 3 del decreto del presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n. 380 (e che regola i casi in cui si debba procedere "in alternativa al permesso di costruire" e che "possono essere realizzati mediante denuncia di inizio attività"), fatte salve tutte le analoghe procedure eventualmente previste da leggi regionali, da presentare entro un anno dalla entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto".

La bozza del decreto legge sul piano straordinario per l’edilizia concede inoltre la possibilità di modificare la "destinazione d’uso" di un edificio. "Gli interventi di cui al presente articolo – si legge nel testo preparato dal governo – sono effettuati, comunque, nel rispetto della normativa relativa alla stabilità degli edifici e di ogni altra normativa tecnica, nonchè delle distanze e delle disposizioni del codice civile e delle leggi speciali a tutela dei diritti dei terzi". Gli interventi, prosegue il decreto, "possono anche consistere, in tutto o in parte, nel mutamento di destinazione d’uso, con o senza opere edilizie".

Fonte:laRepubblica.it

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mar 08 2009

Piano casa: al via

Meno burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, e quindi per smuovere l’economia edilizia e non solo. Un provvedimento che comporterebbe un alleggerimento dei vincoli per le costruzione di nuove case e gli ampliamenti delle abitazioni, questo interessa la riforma del settore a cui Berlusconi, insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano, sta lavorando, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì 13 marzo. 

Lo stesso Berlusconi, spiega che il provvedimento sarà esaminato dal Consiglio dei ministri, che avrà «effetti straordinari» ma che non ci saranno abusi; la convinzione del premier è una: «Se riparte l’edilizia, riparte tutta l’economia».

Il piano servirà quindi a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente». Saranno le singole Regioni, spiega il capo di governo  «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l’economia e in particolare l’edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi».

Il premier, inoltre, esclude rischi di abusi edilizi «perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti».

Il piano comporterà una prima fase in cui ci sarà la bozza di legge da far approvare, appunto a tutte le Regioni del centrodestra. L’obiettivo è consentire di aumentare del 20% la cubatura degli immobili esistenti; del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di edifici obsoleti; del 35% nel caso il nuovo edificio sia ricostruito con le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. A fare da apripista sarà il Veneto: il presidente della Regione Giancarlo Galan ci tiene a sottolineare «Non ci sarà alcun scempio, nè alcun condono edilizio camuffato. Si tratterà di operare sul patrimonio edilizio esistente».

La seconda fase del piano sarà un provvedimento vero e proprio, da varare nel Cdm, con un sistema di sanzioni riviste. Tra i punti salienti anche una certificazione di conformità al posto del permesso a costruire, da rendere con perizia giurata, da parte di un tecnico.

Fonte: IlTempo.it

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