'News Mutui'

mar 25 2009

In arrivo il modello di autocertificazione per il tetto del 4%

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Entro questa settimana l’Associazione bancaria italiana (Abi) invierà a tutte le banche una circolare contenente nuove disposizioni e il modello di autocertificazione attraverso il quale i mutuatari potranno attestare il possesso dei requisiti per accedere alle agevolazioni sui mutui variabili previste dal decreto anti-crisi (Dl 185/2008, convertito dalla legge 2/2009), il cosiddetto «tetto al 4%».

I moduli saranno a breve disponibili nelle filiali bancarie o scaricabili direttamente dal sito internet www.abi.it e sono destinati soltanto a quei mutuatari non inseriti negli elenchi trasmessi l’11 marzo scorso dall’agenzia delle Entrate alle singole banche (per errore o perché il mutuo è stato contratto tra il 1 gennaio e il 31 ottobre 2008). Per tutti gli altri, l’accesso all’aiuto di Stato è automatico e non è necessaria alcuna autocertificazione.

Il documento, che tecnicamente è una dichiarazione sostitutitiva di atto di notorietà resa ai sensi del Dpr 28 dicembre 2000, n. 445, dovrà contenere le generalità dell’intestatario (o dei cointestatari), le indicazioni per identificare con chiarezza il contratto di mutuo e le caratteristiche che permettono di accedere alle agevolazioni di Stato: tasso non fisso; data di stipula o di accollo anteriore al 31 ottobre 2008; finalità di acquisto, costruzione o ristrutturazione di abitazione principale non appartenente alle categorie catastali A1, A8 o A9 (case signorili, ville e castelli).

Non sono ancora chiari i tempi entro cui i mutuatari esclusi dalle liste trasmesse dall’agenzia delle Entrate dovranno inviare l’autocertificazione. Un termine, questo, che sarà stabilito da una nuova circolare che il ministero dell’Economia ha allo studio e che conterrà anche delucidazioni in merito a questioni tecnico-operative sollevate dall’Abi stessa quali le modalità da utilizzare nell’erogare il contributo in caso di prestiti legati a conti correnti esterni alla banca mutuante oppure di finanziamenti con più cointestatari.

In base alle disposizioni del Decreto anti-crisi, lo Stato si accolla la parte di interessi che eccede il 4% compreso spread (oppure il tasso contrattuale versato in corrispondenza della prima rata, se superiore) su tutti i pagamenti effettuati nel corso del 2009 dei circa 3 milioni di mutui a tasso «non fisso» stipulati entro il 31 ottobre 2008.

Le norme si estendono anche ai finanziamenti a tasso misto (con opzione di scelta), a quelli a rata costante (e durata variabile), a quelli che hanno aderito alla rinegoziazione Abi-Governo dell’estate scorsa e a chi è rimasto indietro con i pagamenti, a patto che non sia intervenuta (prima o nel corso del 2009) la decadenza del beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso. Il contributo sarà attribuito in modo retroattivo (e con valuta pari alla data di scadenza di ciascuna singola rata) direttamente sul conto corrente del mutuatario a partire probabilmente da aprile, visto che le rate in scadenza a marzo sono già state contabilizzate.

Fonte: Demaniore.com

No Commenti

mar 23 2009

Crisi dei mutui subprime: continuano e conseguenze

Il Fondo Monetario Internazionale e la Bce concordano sul fatto che la crisi dei mutui subprime Usa non è finita e continuerà a far sentire i suoi effetti in Europa.

Il vicepresidente della Banca centrale europa Luca Papademos, presentando il rapporto annuale 2007 al Parlamento europeo, ha sottolineato come nell’eurozona continuano a prevalere rischi al rialzo sulla stabilità dei prezzi nel medio termine. L’inflazione quindi, è destinata a rimanere elevata "per un periodo di tempo piuttosto prolungato" nell’eurozona e i prezzi, in particolare nei settori dell’energia e dei prodotti alimentari, potrebbero aumentare a sorpresa, senza escludere la possibilità che "il periodo temporaneo di inflazione a livelli elevati possa tradursi in effetti di secondo impatto su salari e prezzi".

Quanto alla crescita Papademos ha affermato che, anche se in moderazione, nell’eurozona continuerà a essere favorita dal forte tasso di espansione delle economie emergenti, ma, ha aggiunto, sulle prospettive pesa un grado di incertezza "eccezionalmente elevato" di riflesso alla crisi dei mercati finanziari.

Ad alimentare le preoccupazioni della Bce, anche le recenti stime del Fondo Monetario Internazionale, che ritiene le istituzioni finanziarie del Vecchio continente riporteranno ulteriori perdite per 43 miliardi di dollari, a causa degli effetti del dissesto provocato. In ogni caso, aggiunge l’Fmi, la Bce ha spazio per abbassare il livello dei tassi di interesse alla luce del deterioramento dell’outlook economico.

La crisi dei mercati finanziari, si legge nel rapporto, "ha in maniera significativa peggiorato lo scenario dell’economia europea" con conseguenze sul sistema finanziario "che stanno fiaccando la sua forza". Nell’Outlook 2008 per l’Europa pubblicato oggi a Washington, il Fondo conferma la previsione di una crescita del Pil del solo l’1,5% a fine anno che rallenterà ancora all’1,4% nel 2009. Nell’area euro la crescita sarà dell’1,4% a fine anno e dell’1,2% nel 2009 con l’Italia fanalino di coda con una crescita solo dello 0,3% nel biennio.

Gli esperti del Fondo sostengono che "I rischi per lo scenario di crescita sono sostanziali. Il contagio derivante dal rallentamento globale potrebbe infatti essere maggiore del previsto; nello stesso modo gli squilibri globali potrebbero riemergere all’improvviso accompagnati da un ulteriore apprezzamento dell’euro. Le sfide per i governi, sono quelle di ripristinare la fiducia nel sistema finanziario e minimizzare l’impatto della crisi sull’economia reale mantenendo credibilità anche sul fronte dell’inflazione e delle politiche di sostenibilità di bilancio. Se da una parte le banche centrali hanno il compito di prevenire l’insorgere dell’inflazione e degli effetti secondari sui salari, i governi devono invece agire sulla politica fiscale, gli stabilizzatori automatici dovrebbero essere messi in opera per controbilanciare il rallentamento".

Il Fondo mette in guardia dall’impatto sui Paesi emergenti dell’Europa. Per molti di questi, spiegano gli esperti, "la crescita rallenterà anche se moderatamente", ma i rischi di un impatto maggiore sono crescenti.

E cattive notizie arrivano dagli Usa: Bank of America, la seconda banca statunitense, ha registrato un netto calo dei profitti nel primo trimestre dell’anno a causa delle perdite e svalutazioni legate alla crisi dei mutui subprime. Gli utili netti sono scesi a 1,21 miliardi di dollari, corrispondenti a 23 centesimi per azione, contro i 5,26 miliardi (1,16 dollari per azione) del medesimo periodo del 2007. La performance è peggiore delle stime degli analisti, secondo cui gli utili sarebbero stati pari a 45 cent per azione.

Fonte:laRepubblica.it

No Commenti

mar 10 2009

Mutui: 4% anche per il tasso misto

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Il tetto al 4% per gli interessi sulle rate da pagare nel corso del 2009 si applicherà anche ai mutui a tasso misto, quelli che prevedono la scelta fra fisso e variabile a scadenze determinate. Il chiarimento, dopo la pubblicazione del provvedimento dell’agenzia delle Entrate che di fatto sblocca le agevolazioni stabilite dal Dl anticrisi (185/2008, convertito con la legge 2/2009), arriva direttamente dall’Associazione bancaria italiana.

L‘Associazione bancaria italiana aveva spiegato che «in mancanza di indicazioni precise e visto che il testo del decreto si riferisce a mutui a tasso non fisso, daremo alle banche disposizione di applicare il tetto al 4% ai prestiti con opzione, anche a quelli che nel 2009 hanno in vigore il tasso fisso». Per i mutuatari che si trovano in quest’ultima situazione, e che magari per contratto devono pagare tassi prossimi al 6% per tutto l’anno in corso, si tratta di una buona proposta.

L‘Associazione bancaria italiana spiega inoltre, che le agevolazioni si applicheranno anche a quei mutui con tasso contrattuale (cioè quello versato in corrispondenza della prima rata dopo l’eventuale periodo di ammortamento o la rinegoziazione) superiore al 4%: «Su questo punto, le norme sono chiare nell’indicare che lo Stato dovrà integrare la quota interessi a partire dal tasso iniziale e non dal 4%».

Per usufruire dello sconto, che è automatico e retroattivo per tutte le rate già versate nel 2009, sarà necessario attendere qualche settimana. Nei prossimi giorni la stessa Associazione bancaria italiana ad inviare alle banche una circolare informativa con indicazioni tecniche e operative affinché le filiali possano correttamente applicare le disposizioni del Dl. Norme queste che potenzialmente interessano una platea di 3 milioni di mutuatari, cioè tutti quelli che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile o misto per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazine principali entro il 31 ottobre 2008.

L‘Associazione bancaria italiana puntualizza «Il lavoro da svolgere è complesso e richiederà tempo: ormai le rate in scadenza a marzo sono già presumibilmente state contabilizzate senza tener conto degli effetti del decreto, ma già da aprile saranno applicate le nuove norme e contiamo di regolarizzare la situazione entro maggio».

Qualche incombenza in più l’avranno quei contribuenti che non sono stati inseriti negli elenchi trasmessi ieri dall’agenzia delle Entrate alle singole banche: chi ha contratto un finanziamento nel 2008 (i dati sono aggiornati a fine 2007) o chi non ha mai compilato la certificazione per la detrazione degli interessi passivi sui mutui. «Questi ultimi – spiega l’Abi – dovranno autocertificare il possesso dei requisiti per l’applicazione del decreto mediante un modulo che stiamo predisponendo di concerto con l’agenzia delle Entrate e che sarà a breve scaricabile anche dal sito dell’Abi».

Fonte:IlSole24ore

No Commenti

nov 18 2008

Mutui: sempre più difficile il Mutuo Casa

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Diventa sempre piu’ difficile accedere ad un mutuo per acquistare una casa: le banche, anche alla luce della crisi finanziaria e delle previsioni economiche, concedono un prestito per l’acquisto di un immobile con parametri sempre piu’ rigidi. E l’irrigidimento e’ destinato ad aumentare per la fine dell’anno. E’ la previsione contenuta nell’ultimo bollettino della Bce. Secondo gli esperti dell’istituto di Francoforte, "nel terzo trimestre del 2008 la percentuale netta di banche che hanno segnalato un irrigidimento dei criteri per la concessione dei mutui alle famiglie e’ lievemente aumentata (+36% rispetto al 30% del secondo trimestre)". Nessun aumento invece per i termini e le condizioni diversi dal prezzo, come i requisiti per le garanzie o il rapporto tra il valore del prestito e valore dell’immobile. L’irrigidimento dei mutui e’ destinato ad aumentare: per il quarto trimestre le banche si attendono un ulteriore aumento del 45%.

A causare questo irrigidimento, spiega l’Eurotower, "sono state le aspettative sull’attivita’ economica in generale e le prospettive del mercato degli immobili residenziali". Per la prima volta dall’avvio dell’indagine sul credito bancario, "la concorrenza delle altre banche ha avuto un effetto neutrale (rispetto al -7% del secondo trimestre), anziche’ agire in direzione di un allentamento". I margini per la concessione di un mutuo sono aumentati, secondo quando segnalato dagli istituti interpellati, "sia sui prestiti di qualita’ media (35%, dal 23% del secondo trimestre) sia sui prestiti piu’ rischiosi (43%, dal 30%)".

Fonte : Repubblica

1 Commento

Succ. »