'Mutui'

ott 21 2009

Moratoria dei mutui da gennaio

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

In un momento di crisi economica per le famiglie in difficoltà economica arriva una moratoria dei mutui, cioè la possibilità di sospendere le rate fino a un massimo di un anno.

L’opzione, deliberata dall’esecutivo dell’Abi (associazione bancaria italiana), partirà dal 1° gennaio 2010.

Il presidente Corrado Faissola ha dichiarato: «Il comitato esecutivo ha deliberato di realizzare un progetto relativo a un piano di sostegno alle famiglie che tende a rendere più generali e omogenei i diversi interventi sul territorio delle associate» sottolineando che il progetto prevederà la dilazione delle rate del mutuo e che la sospensione varrà per un anno.

L’iniziativa è rivolta a coloro che sono già indicati per gli altri accordi varati dalle singole banche, e cioè a coloro che:

  • hanno perso il posto di lavoro,
  • sono in cassa integrazione,
  • hanno visto la cessazione dell’attività di lavoro autonomo,
  • hanno avuto la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia.

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giu 04 2009

Tasso fisso, variabile o misto

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

L’Art. 1813 del Codice Civile definisce il mutuo come "il contratto con il quale una parte (mutuante) consegna all’altra (mutuatario) una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e quantità".

In fase di stipula del contratto di mutuo, il mutuatario può scegliere il tasso di interesse che reputa più conveniente.

Ci sono molti tipi di tasso di interesse, tra cui il tasso fisso, il tasso variabile ed il tasso misto.

Da questi tipi di tasso di interesse ne derivano altri, introdotti sul mercato dagli istituti di credito per far fronte alle esigenze dei propri clienti. Tra questi, i mutui capped rate, i mutui a tasso bilanciato e i mutui a rata costante e durata variabile.

Con i mutui a tasso fisso, il tasso d’interesse è invariato per tutta la durata del mutuo, anche nel caso in cui insorgano cambiamenti nei mercati finanziari e monetari; per questo, il tasso fisso permette al mutuatario di sapere, sin dall’inizio, il valore di ciascuna delle rate che dovrà pagare e la durata complessiva del prestito, con benefici sul piano della gestione della propria disponibilità economica.

Sono due i parametri da cui dipende l’ammontare del tasso fisso:

  • il tasso Eurirs o Irs (Euro interest rate swap), comunicato quotidianamente dalla Federazione Bancaria Europea, corrisponde alla media delle quotazioni alle quali gli istituti finanziari europei praticano l’Interest Rate Swap. Il suo valore varia in funzione della durata del mutuo: maggiore è la durata del mutuo, maggiore sarà il tasso Eurirs che il mutuatario dovrà corrispondere alla banca; ciò dipende dal fatto che, all’aumentare della durata del mutuo, aumentano in maniera corrispondente i rischi connessi al finanziamento che la banca dovrà sopportare.
  • lo spread è determinante per il valore finale del tasso fisso; è imposto dalla banca, che equivale al guadagno che la banca trarrà dal prestito ed è in genere compreso tra l’1% ed il 3%.

I mutui a tasso variabile hanno un tasso di interesse che non rimane fisso, ma è condizionato dall’andamento di alcuni indici economici di riferimento, che vengono specificati nel contratto di mutuo. Un mutuo a tasso di interesse variabile permette al mutuatario di beneficiare di una rata iniziale di norma inferiore rispetto a quella prevista da un mutuo a tasso fisso; tuttavia, eventuali cambiamenti a livello del mercato monetario possono determinare un aumento del tasso di interesse e, quindi, delle rate da pagare.

L’ammontare del tasso variabile nasce dalla somma di due parametri:

  • il tasso Euribor (Euro Interbank Offered Rate), che corrisponde al tasso medio al quale avvengono le transazioni finanziarie in Euro tra le più grandi banche europee ed equivale all’attuale costo del denaro per le banche; il tasso Euribor è soggetto a variazioni ed il suo valore deve pertanto essere ricalcolato periodicamente (la rilevazione può avvenire ogni 1, 3, 6 o 12 mesi): sulla base delle scadenze incluse nel contratto di mutuo, la banca prende atto del valore di questo tasso e provvede ad aggiornare l’entità delle rate residue. E’ possibile verificare personalmente l’andamento dell’Euribor consultando la stampa specializzata o le sezioni dedicate all’economia dei principali quotidiani nazionali.
  • lo spread che, come nel caso del tasso fisso, indica il margine di guadagno della banca per l’erogazione del servizio e varia a seconda dell’istituto finanziario considerato (costituendo uno degli elementi da prendere in considerazione per valutare la convenienza di più proposte di mutuo a tasso variabile dato che rimane fisso per tutta la durata del mutuo).

I mutui a tasso misto possono essere visti come una via di mezzo tra le soluzioni fino ad ora presentate; dopo un periodo a tasso fisso viene data la possibilità al mutuatario di scegliere se andare avanti in questo modo oppure se passare ad un tasso d’interesse variabile. E’ possibile anche procedere in senso opposto, cioè partire con un tasso variabile e decidere in seguito se passare ad un tasso di interesse fisso, ovviamente sempre nel rispetto delle condizioni previste dal contratto di mutuo approvato.

Al termine del periodo per cui questo è stato previsto, il mutuatario è invitato a scegliere il tipo di tasso che desidera vedere applicato al mutuo, fisso o variabile. Questa procedura (la richiesta al cliente del tipo di tasso da adottare) si ripete quindi a intervalli regolari, sulla base di quanto previsto dal contratto di mutuo.

Il mutuo a tasso misto presenta alcuni evidenti vantaggi. Esso consente al mutuatario di scegliere di volta in volta la tipologia di mutuo che meglio si adatta alla situazione del mercato ed alle proprie esigenze personali e, per le sua particolare natura, risulta un’opzione decisamente valida per chiunque sia inizialmente indeciso sul tasso di interesse da scegliere.

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mag 15 2009

Scegliere il mutuo

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Chi decide di stipulare un mutuo oggi può confrontare tra i diversi tipi di contratto e di tasso d’interesse applicato, per comprendere la differenza di costo tra i servizi di mutuo proposti dai vari potenziali mutuanti e trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.

Il primo obiettivo da porsi è quello di definire quale banca o istituto di credito, offre la soluzione migliore per le proprie esigenze, per questo è utile considerare un’unica tipologia di mutuo come riferimento per osservare l’identica soluzione dei diversi istituti esaminati.

Scelta la tipologia di mutuo da utilizzare come riferimento, si deve utilizzare come termine di paragone il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), un indicatore in grado di calcolare l’effettivo costo annuale di un mutuo, poiché considera sia il tasso d’interesse realmente adottato sia le importanti spese di apertura del prestito. In questo modo è possibile identificare la banca, o l’istituto di credito, più competitiva.

Una volta identificato il mutuante, si deve individuare la soluzione che più si avvicina a soddisfare le proprie esigenze, considerando che ogni banca offre servizi di assistenza per la scelta del mutuo, sia online che attraverso i propri consulenti finanziari.

Fonte: StudioCataldi.it

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mag 13 2009

Surroga o sostituzione del mutuo

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Quante volte hai pensato di cambiare il tuo mutuo con uno più conveniente, ma sei sempre rimasto bloccato dalla paura di dover sostenere grosse spese?

Dal 2007 la penale di estinzione anticipata del mutuo è stata fortemente ridotta e, in molti casi, cancellata.

Inoltre, la Legge 40/2007, la Legge Bersani, e la Finanziaria hanno annullato il costo della “surroga” o portabilità, che ti consente di “spostare” il tuo mutuo presso un‘altra Banca, approfittando delle condizioni migliori che vengono offerte.

Con la surroga infatti è possibile:

  • cambiare il tipo di tasso;
  • abbassare gli interessi e, quindi, la rata (limando quindi il debito complessivo residuo);
  • portare la durata del tuo mutuo anche a 40 anni con la conseguente riduzione della rata.

Con la sostituzione invece, (che comunque ha dei costi ormai molto ridotti), puoi ottenere anche una liquidità extra.

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