'Mutui a tasso variabile'

gen 02 2009

Inizio 2009 buono per i Mutui, EURIBOR ancora in calo

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

E’ arrivato poco prima del brindisi di mezzanotte, ma è stato accolto molto bene, perché è ancora in calo l’Euribor a tre mesi che, dopo essere sceso nei giorni scorsi ai minimi dal maggio 2006, arrivando al 2,93%, è andato ancora più giù. Il tasso interbancario ha raggiunto il 2,89% e potrebbe ancora calare se, nella prima quindicina di gennaio, monsieur Trichet, presidente della Banca centrale europea, dovesse decidere di calare ancora il costo del denaro in Europa.

Saranno più leggere, in ogni caso, le prime rate del 2009 per una parte della clientela che ha scelto un mutuo a tasso variabile.
Incideranno le decisioni della Bce, che ha tagliato il costo del denaro in poco meno di tre mesi dell’1,75%, e, in parte, le iniziative del governo e delle singole banche. Questa è una delle poche conseguenze positive della crisi finanziaria, che ha spinto la Banca centrale europea, i governi nazionali e gli operatori a puntare su una maggiore concorrenza e su condizioni maggiormente sostenibili.

Non saranno molti, però, gli italiani che hanno sottoscritto un mutuo nel corso dell’anno che sta per finire e che potranno beneficiare dei recenti ribassi dell’Euribor, perché – spaventati dall’andamento dei tassi -  l’83% dei contratti stipulati nel 2008 sono stati a tasso fisso, mentre le sostituzioni varibile-fisso ha riguardato oltre il 40% dei nuovi contratti.

Fonte : ilsalvagente.it

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dic 30 2008

In arrivo i mutui a tasso variabile per gli affitti

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Gli almeno 200-250 dei 350 milioni destinati dal Governo, con un fondo ad hoc inserito nel decreto anti-crisi, al sostegno dei titolari di mutui «prima casa». sono risorse che secondo la maggioranza, alla luce del progressivo calo dei tassi e quindi del superamento dell’emergenza legata all’andamento del "variabile", possono essere utilizzate per altre "missioni". Ecco quindi che passeranno da funzione "salvagente" dei mutui a tasso variabile a sostegno agli affitti dei nuclei familiari meno abbienti.

Gli stessi relatori del Dl alla Camera, Massimo Corsaro e Maurizio Bernardo (entrambi del Pdl), hanno già detto a chiare lettere che le risorse per i mutui potrebbero essere utilizzate per gli affitti. In questo modo, tra l’altro, verrebbe sostanzialmente recepita una richiesta formulata in questa direzione dall’opposizione. Il Governo, da parte sua, mostra di voler rispondere positivamente dalle sollecitazioni arrivate dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

Il nodo da sciogliere, oltre alla quantificazione della dote effettiva da prelevare dal fondo mutui, è quello della platea dei beneficiari. Un’indicazione precisa la si avrà soltanto a inizio gennaio alla ripresa dei lavori in Commissione dopo la pausa natalizia: a quel punto i tecnici del Tesoro avranno completato le «simulazioni» avviate nei giorni scorsi ma ancora allo stato "grezzo". Al momento le agevolazioni appaiono scontate per la fascia di reddito sotto gli 8 mila euro annui, sostanzialmente quella sulla quale è stata «ritagliata» la social card. Ma l’obiettivo è salire almeno al tetto dei 15 mila euro annui premiando soprattutto giovani coppie, pensionati e nuclei più numerosi.

Proprio per questo motivo per l’operazione-affitti potrebbe essere previsto un raccordo con la redistribuzione del bonus. Che, sempre secondo le indicazioni della maggioranza alla Camera, dovrebbe favorire maggiormente le famiglie con più figli e più anziani a carico.

Tutto, comunque, dovrà essere realizzato nel pieno rispetto dei saldi di finanza pubblica. Nessun sforamento sarà insomma possibile. La sola voce che potrà beneficiare di risorse aggiuntive sarà quella degli ammortizzatori sociali. Che potranno attingere dai fondi europei da riconvertire a finalità di «sostegno». Anche in questo caso per conoscere la dote aggiuntiva esatta (si parla di una somma di poco superiore ai 2 miliardi) si dovrà attendere l’inizio del 2009. Il responso dei tecnici del Tesoro (e dello Sviluppo economico) sarà decisivo anche per il futuro dell’eco-bonus sulle ristrutturazioni. Due, al momento, le opzioni sul tavolo: mantenimento dello "sconto" del 55% vincolandolo però ad una spalmatura su 10 anni; conservazione integrale dell’automaticità del credito d’imposta riducendo l’agevolazione a quota 40-45%.

Già certa appare invece la rinuncia a correttivi finalizzati a introdurre agevolazioni anche per i mutuatari a tasso fisso. Nonostante su questo punto si siano già concentrati numerosi emendamenti, a cominciare da quelli della Lega e del Pd, relatori e Governo sembrano essere d’accordo nel non ritenere quella del "tasso fisso" una priorità. A rimanere al palo dovrebbe essere pure la modifica proposta dal Pd per rivalutare del 20% gli assegni familiari. Qualche chance in più potrebbe averla la proposta di rilanciare il bonus-Maroni sulle pensioni arrivata sempre dal Carroccio e, in un forma leggermente rivista, da Giuliano Cazzola (Pdl).

Le somme verranno tirate l’8 gennaio quando in Commissione cominceranno ad essere votati gli emendamenti. Il 10 gennaio dovrebbe arrivare l’ok, in sede referente, al testo, che due giorni dopo dovrà approdare in Aula dove il Governo potrebbe anche ricorrere alla «fiducia». Che verrebbe posta sul testo uscito dalle commissioni Bilancio e Finanze. Una fiducia che appare già scontata al Senato, anche a causa della ristrettezza dei tempi a disposizione per la conversione del decreto legge. La partita sui correttivi, pertanto, si chiuderà a Montecitorio.

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ott 30 2008

Mutui a tasso variabile, calo del tasso Euribor

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile, c’è una buona notizia.

Il tasso Euribor ha registrato il sedicesimo calo consecutivo dal record assoluto registrato il 9-10 ottobre.

Così, il saggio a tre mesi è sceso al livello più basso dal 18 aprile scorso: al 4,794% dal 4,827% della vigilia.

Calano anche gli altri contratti dell’interbancario: quello a un mese ha corretto al 4,479% e quello a sei mesi al 4,848 per cento.

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