'Mutui a tasso variabile'

mag 11 2009

Mutui prima casa, convenienti

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

I vari e frequenti interventi della Bce sui tassi d’interesse hanno concesso una boccata d’ossigeno al mondo del tasso variabile, con riduzioni che vanno dal 35,5% al 15,5%.

Con il taglio del costo del denaro chi ha scelto la soluzione a tasso variabile registra risparmi anche consistenti rispetto a giugno 2008.

E’ quanto emerge da una simulazione dell’Adusbef che ha effettuato i calcoli su prestiti a 10, 20 e 30 anni per importi che vanno da 100.000 a 300.000 euro.

Ad esempio, oggi la rata mensile, per un mutuo di 300.000 euro a trent’anni è scesa di oltre un terzo: costa 617 euro in meno rispetto al picco massimo raggiunto a giugno del 2008 (-35,5%), che passa da 1.737 euro a 1.120 euro. Per chi ha scelto il mutuo a tre mesi la riduzione sale a 644 euro (31,1%), scendendo da 1.831 euro del giugno scorso a 1.187 di maggio.

Il presidente dell’Adusbef e senatore dell’Idv, Elio Lannutti, sottolinea che le riduzioni dei tassi d’interesse da parte della Bce non vengono tempestivamente adottati dalle banche e chiede un ”adeguamento automatico ai tassi della Bce sui mutui prima casa per evitare che le banche non trasferiscano i benefici ai clienti e soprattutto aumentino lo spread”. Il segretario nazionale dell’associazione, Mauro Novelli, sottolinea che ”il mutuo è un servizio che coinvolge per decenni e impegna per migliaia di euro. Non si può decidere tra il tasso fisso e variabile sono in base alla riduzione del tasso d’interesse della Bce”.

Per chi ha chiesto un prestito di 200.000 euro, da restituire in 20 anni, la riduzione, più contenuta, si aggira intorno al 27%. Le rate mensili costano 377 euro in meno, e passano da 1.396 euro a 1.019 euro (-27%). Mentre le rate trimestrali passano da 1.452 del giugno 2008 a 1.061 euro, cioè 391 euro in meno (-26,9%).

Risparmio più contenuto, anche in percentuale, per i mutui più bassi. Restituire 100.000 euro in 10 anni costa al mese 923 euro contro i 1.094 dello scorso anno, con un risparmio di 171 euro (-15,6%). Le rate trimestrali costano invece 175 euro in meno (15,6%) e scendono a 943 euro contro i 1.118 euro dello scorso anno. Ipotizzando invece un mutuo di 100.000 euro a 20 anni le rate mensili passano da 698 euro del giugno 2008 a 509 euro di maggio 2009, con una riduzione di 189 euro (-27,1%), mentre per le rate trimestrali la riduzione è di 196 euro (-27%) e si passa da 726 euro dello scorso giugno a 530 euro di quest’anno. Restituire 200.000 euro in 30 anni costava 1.158 euro a giugno del 2008, mentre a maggio di quest’anno la rata è di 746 euro con una riduzione di 412 euro (-35,6%). Le rate trimestrali costavano 1.220 lo scorso giugno e sono arrivate a 791 euro a maggio 2009, con un ‘risparmio’ di 429 euro (-35,2%).

Un mutuo di 300.000 euro dilazionato in 20 anni costerà, per chi ha scelto le rate mensili, 566 euro in meno (-27%), passando da 2.094 euro del giugno 2008 a 1.528 euro di maggio 2009. Mentre le rate trimestrali scendono di 587 euro (-26,9%) e passano da 2.178 dello scorso giugno a 1.591 di maggio 2009.

Anche se il costo delle rate dei mutui è calato, secondo Lannutti, la riduzione ”non è applicata interamente dalle banche perché parte dei tagli che ci sono, invece di essere trasferiti sui clienti vengono trattenuti, questo è uno scandalo. Lo era prima ma lo è soprattutto ora alla luce di questa crisi che sta mettendo in ginocchio le famiglie che non ce la fanno più”. Il presidente dell’associazione chiede quindi a Bankitalia ”di fare una vigilanza attenta per sanzionare questi comportamenti scorretti e vessatori, non vorremmo trovarci di fronte all’istituto di vigilanza che non vigila correttamente”. E assicura che le associazioni ”faranno tutto quello che è in loro potere per fare in modo che i consumatori possano essere avvantaggiati dagli abbattimenti dei tassi”.

Fonte: adnkronos.com

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apr 15 2009

Scelta del mutuo

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Con l’ultimo taglio al costo del denaro deciso dalla Bce all’1,25% e la discesa dell’Euribor ai minimi storici, i mutui a tasso variabile sono quelli che nell’immediato offrono una convenienza maggiore.

Si deve comunque prevedere che il costo del denaro tonerà a salire insieme alle rate di questo tipo di finanziamenti, rischio che invece non esiste con le proposte a tasso fisso, pensate per garantire al risparmiatore la stabilità della rata, indipendentemente dalla Bce.

Prima di scegliere tra tasso fisso o variabile è, quindi, importante considerare la durata del finanziamento e calcolare in prospettiva quanto sarebbe sopportabile l’aumento della rata sul bilancio familiare. In alternativa esistono offerte «flessibili», che consentono di variare la tipologia del tasso durante il prestito, e altre che offrono un «tetto» di garanzia che protegge dal rialzo dei tassi.

Prima di decidere è bene rivolgersi a diversi istituti, considerando che spesso, l’erogazione del mutuo, è subordinata all’apertura di un conto corrente su cui accreditare lo stipendio.

Con Internet su siti specializzati come www.mutuionline.it, è possibile simulare il tipo di mutuo di cui si ha bisogno e ottenere con rapidità le offerte più convenienti sul mercato.

Le banche devono comunicare, oltre al tasso del mutuo, comprensivo dello «spread», anche l’«indice sintetico di costo», l’Isc, che esprime il costo reale di un mutuo considerando anche le spese iniziali e quelle ricorrenti: per l’istruttoria, la perizia, la riscossione delle rate, le comunicazioni, le assicurazioni e le imposte.

Un altro aspetto da considerare è poi il limite finanziabile. Normalmente è l’80% del valore dell’immobile stabilito dalla perizia ma, a seconda delle garanzie offerte, alcune banche arrivano a erogare anche il 100-120%. Quanto al capitolo assicurazioni, le banche richiedono una polizza incendio-scoppio. Alcune impongono una compagnia convenzionata altre lasciano libero il cliente: il premio è calcolato sul valore dell’ipoteca, di solito pari al 150-200% del valore dell’immobile. Il premio può essere pagato in un’unica soluzione o spalmato sul mutuo.

Attenzione ai costi aggiuntivi: alcuni istituti propongono polizze per rischi di premorienza, malattia o perdita del lavoro con un aggravio sulle rate di alcune decine di euro.

Fonte:IlGiornale.it

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mar 11 2009

Mutui: a chi spetta il tetto del 4%

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Le disposizioni attuative del decreto anticirisi che ha previsto un  tetto al 4% per i mutui, confermano che  sarà l’Agenzia delle Entrate a stabilire chi avrà diritto all’integrazione della rate da parte del Tesoro.

Sarà quindi l’Agenzia delle entrate a comunicare alle banche, e agli altri intermedfiari finanziari, nei prossimi giorni, i nomi degli intestatari di mutui che, sulla base delle informazioni disponibili presso l’Anagrafe tributaria, hanno i requisiti per godere dell’agevolazione da parte dello Stato.

La comunicazione avverà per via telematica dopo che la banca avrà designato un responsabile dell’operazione, che dovrà cuirare anche la privacy dei dati stessi. Le banche anticiperanno il contributo dello Stato, quando dovuto, e poi avranno diritto ad un credito d’imposta pari alla somma anticipata.

Chi ritiene di aver diritto all’intervento dello Stato ma non è nell’elenco dall’Agenzia delle Entrate, potrà  comunque richiedere alla banca o all’intermediario finanziario di poter beneficiare dell’agevolazione, presentando un’ autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti necessari.

Il decreto prevede che l’integrazione riguarderà tutte le rate dei  mutui "a tasso non fisso" da corrispondere nel corso del 2009. Il tetto è calcolato applicando il tasso maggiore tra il 4% senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto. Quindi l’agevolazione non riguarderà i mutui per i quali il tasso iniziale contrattuale (al momento della firma del contratto) era già superiore al 4%,  e non si applica nel caso in cui le condizioni contrattuali determinano già una rata di importo inferiore. Insomma solo chi si trovasse a fine marzo a dover pagare, ad esempio, una rata del 4,70%, potrebbe ora beneficiare del tetto al 4%, a patto che, però, al momento della sottoscrizione del mutuo il tasso non fosse già al di sopra del 4%.

Solo gli intestatari di un mutuo a tasso variabile contratto entro il 31 ottobre 2008 per l’acquisto, la costruzione e ristrutturazione dell’abitazione principale hanno diritto all’agevolazione. Come per le altre agevolazioni prima casa sono esclusi i mutui destinati agli acquisti di immobili di categoria A1 (abitazioni signorili), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).

Sono agevolati anche i mutui rinegoziati in applicazione dell’accordo Abi-Tremonti con effetto sul conto di finanziamento accessorio, oppure, a partire dal momento in cui lo stesso conto ha un saldo pari a zero. In questo modo si accorcia la durata del finanziamento stesso.

Fonte: LaRepubblica.it

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mar 02 2009

Mutui: le banche negano il tasso fisso

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Federconsumatori e Adusbef chiedono un’indagine per accertare l’"ennesima frode seriale" a opera degli istituti di credito a danno di milioni di consumatori.

Molti cittadini, intenzionati a richiedere mutui a tasso fisso, si sentono rispondere che "la banca non offre più mutui a tasso fisso".

Parallelamente, alcune banche hanno già modificato o stanno modificando i termini contrattuali anche per mutui a tasso variabile, con un livello minimo di tasso sotto il quale non si scende.

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