feb
09
2009
Continua la discesa dei tassi interbancari: l’Euribor a tre mesi, valore sul quale è indicizzato il calcolo dei mutui per l’acquisto di una casa, è sceso al 2,005%, ai minimi da aprile 2004.
L’Euribor a una settimana è sceso all’1,383%, ben al di sotto del 2% fissato dalla Bce.
In calo anche quello a sei mesi al 2,086%, il minimo da luglio 2005.
gen
27
2009
L’amara sorpresa di questo primo mese del 2009 colpisce chi deve sottoscrivere un finanziamento ex-novo è uno spread con minimo di 100 punti base
Chi sceglie oggi il variabile attratto dal livello storicamente basso degli Euribor rischia di trovarsi un fardello assai pesante quando i tassi interbancari torneranno inevitabilmente a crescere.
Osservando le condizioni praticate dalle principali banche italiane rilevate dal broker Mutuionline si può avere un’idea più precisa del rincaro di queste ultime settimane: chi sceglie un finanziamento da 100mila euro a tasso variabile oggi paga in media alla banca uno spread dell’1,34% contro lo 0,98% di fine agosto, cioè il 36% in più; per chi preferisce il tasso fisso il ricarico è passato dallo 0,97% all’1,37% (+41%) e ha in parte riassorbito il drastico calo dei tassi Irs.
Paradossalmente va meglio a chi ha resistito nei mesi scorsi, quando l’Euribor aveva varcato la soglia del 5%, e che magari è pure riuscito con una rinegoziazione o una surroga a spuntare condizioni migliori. Questi “fortunati” si ritrovano non soltanto con tassi bassi, ma anche con un prodotto decisamente più competitivo rispetto a quelli che vengono immessi oggi sul mercato.
gen
02
2009
E’ arrivato poco prima del brindisi di mezzanotte, ma è stato accolto molto bene, perché è ancora in calo l’Euribor a tre mesi che, dopo essere sceso nei giorni scorsi ai minimi dal maggio 2006, arrivando al 2,93%, è andato ancora più giù. Il tasso interbancario ha raggiunto il 2,89% e potrebbe ancora calare se, nella prima quindicina di gennaio, monsieur Trichet, presidente della Banca centrale europea, dovesse decidere di calare ancora il costo del denaro in Europa.
Saranno più leggere, in ogni caso, le prime rate del 2009 per una parte della clientela che ha scelto un mutuo a tasso variabile.
Incideranno le decisioni della Bce, che ha tagliato il costo del denaro in poco meno di tre mesi dell’1,75%, e, in parte, le iniziative del governo e delle singole banche. Questa è una delle poche conseguenze positive della crisi finanziaria, che ha spinto la Banca centrale europea, i governi nazionali e gli operatori a puntare su una maggiore concorrenza e su condizioni maggiormente sostenibili.
Non saranno molti, però, gli italiani che hanno sottoscritto un mutuo nel corso dell’anno che sta per finire e che potranno beneficiare dei recenti ribassi dell’Euribor, perché – spaventati dall’andamento dei tassi - l’83% dei contratti stipulati nel 2008 sono stati a tasso fisso, mentre le sostituzioni varibile-fisso ha riguardato oltre il 40% dei nuovi contratti.
Fonte : ilsalvagente.it
ott
13
2008
I tassi interbancari in euro hanno dato segnali di lento ma effettivo riavvicinamento a quello di riferimento fissato dalla Bce al 3,75 per cento. L’Euribor a una settimana ha ceduto 26 punti base calando così – ed è il terzo giorno consecutivo – a 4,37% da 4,63%. E si tratta del saldo negativo più consistente dell’anno, come ha fatto notare la banca centrale da Francoforte. Il tasso a tre mesi è sceso dal 5,393% al 5,318%, il fixing dell’Euribor a un mese si è attestato a 5,024% da 5,126%. Nel complesso tutte le scadenze sino a un anno hanno registrato limature. Anche il Libor a tre mesi, il tasso interbancario della piazza di Londra in dollari, ha ceduto 9 punti base.
Fonte : Sole24Ore