'Euribor'

mag 12 2012

Mutuo per costruzione casa, a tasso di interesse variabile

Pubblicato da in Notizie Mutui

Il mutuo per costruzione casa, a tasso di interesse variabile sull’Euribor, è un finanziamento immobiliare che l’istituto di credito Crediveneto offre a coloro che vogliono costruire la propria prima o seconda casa di proprietà attraverso transazioni creditizie che permetteranno al cliente di poter contare sull’attivo supporto della banca sul lungo periodo, con restituzione dell’importo a condizioni di onerosità indicizzate a quelle dei mercati finanziari.

Il tasso di interesse applicato al capitale oggetto di mutuo sarà calcolato sulla base dell’Euribor di periodo, che andrà maggiorato di uno spread che verrà concordato in sede di istruttoria della domanda di mutuo, e che contribuirà a definire in maniera univoca la convenienza (o meno) della transazione creditizia.

Come conseguenza, il piano di ammortamento che ne verrà scaturito sarà contraddistinto da un importo non predeterminabile delle rate, che subirà incrementi in caso di apprezzamento dei tassi di mercato, e dei decrementi nell’inversa ipotesi di diminuzioni dei tassi di mercato, in maniera anche repentina, e anche significativa.

Tra le altre caratteristiche economiche, si deve valutare il fatto che l’importo finanziabile non potrà essere superiore all’80% del valore dei lavori di costruzione dell’immobile, come accertato da perizia tecnica, e la durata massima non potrà superare i 30 anni, con possibilità di estinzione anticipata, anche per importi parziali rispetto al totale, e senza pagamento di alcuna penale.

Sono ammesse le operazioni di abbinamento con polizze assicurative sulla casa e sulla vita del mutuatario, a migliore protezione del debito.

Per maggiori informazioni è opportuno leggere i fogli informativi di prodotto a disposizione in tutte le filiali dell’istituto di credito, e sul sito internet della banca.

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apr 01 2009

L’Euribor ai minimi: le rate si ritoccano

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L’Euribor ai minimi storici inizia a farsi sentire anche sui mutui variabili già stipulati e indicizzati ai tassi medi trimestrali.

Con la fine di marzo e quindi la chiusura del primo trimestre 2009, molte banche adeguano i parametri sui quali vengono calcolate le nuove rate, da aprile in poi.

Per quanto riguarda i tassi, nel primo trimestre l’Euribor 3 mesi, ha registrato una media del 2,01% contro il 4,21% del trimestre ottobre-dicembre e il 4,98%, raggiunto fra giugno e settembre. Questo vuol dire che la rata di aprile di un finanziamento da 100mila euro indicizzato appunto ai tassi registrati nei primi tre mesi del 2009 (+1% di spread) potrà risultare meno cara in media del 20% rispetto ai pagamenti effettuati lo scorso autunno. Ancora più basse sono in teoria le rate dei prestiti legati alla media mensile dell’Euribor, un parametro che però ha già permesso nei mesi precedenti un più rapido adeguamento al ribasso degli importi da versare (e che in generale rende la rata più volatile anche in caso di picchi al rialzo).

Il discorso, naturalmente, può anche essere visto in un’ottica opposta: chi stipula in questo momento un mutuo a tasso variabile deve mettere in conto che i tassi non resteranno su questi livelli in eterno e valutare bene la scelta soprattutto sulla base del proprio reddito disponibile. Sui nuovi mutui, inoltre occorre considerare che le banche hanno rivisto al rialzo gli spread, annullando in parte i benefici derivanti dal calo dei tassi di interesse.

Fonte:IlSole24ore

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mar 11 2009

Tasso Euribor ai minimi storici

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Scende ancora e raggiunge davvero un nuovo minimo storico il tasso chiave a cui fanno capo i prestiti interbancari.

L’Euribor a tre mesi si è attestato all’1,663% al fixing odierno dall’1,687% di ieri.

In calo anche le scadenze ad una settimana e quella a sei mesi: la prima è stata fissata oggi all’1,009% dall’1,054% e la seconda all’1,8% dall’1,817%.

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mar 10 2009

Mutui: tassi scesi sotto il 5%

Pubblicato da in Notizie Mutui

Il tasso interbancario Euribor a tre mesi, su cui viene calcolata la maggior parte dei prestiti immobiliari, è sceso di oltre 3,5% rispetto a ottobre 2008, dando alle famiglie un risparmio medio di 200 euro al mese, che può arrivare a oltre 400 per un mutuo trentennale da 200 mila euro. Questi i dati elaborati da Mutuionline, che si basano sul tasso dell’1,76% di venerdì scorso.

Il taglio dei tassi di riferimento, che giovedì scorso hanno toccato il minimo record dell’1,5%, ha provocato la caduta verticale anche dell’Euribor a un mese, all’1,36%, e di quello a una settimana, attualmente all’1,09 per cento.

La Banca d’Italia, rileva che i tassi sono scesi sotto il 5%, valore minimo da oltre due anni; inoltre, sempre a gennaio il tasso medio sui nuovi prestiti bancari alle famiglie è sceso al 4,78% dal 5,08% di dicembre, mentre il tasso Taeg è sceso al 4,89% (dal 5,18% di dicembre). Le famiglie, infatti chiedono sempre di più mutui a tasso variabile: nei primi due mesi del 2009 le richieste, secondo le rilevazioni di Mutuionline, sono quasi raddoppiate passando dal 17,2% di fine 2008 al 39,7 %.

Sono le stesse banche a spingere sul variabile, applicando invece spread più elevati, anche dal 2% in su, sui mutui a tasso fisso. Le banche, infatti, acquistano la maggior parte del capitale con cui finanziano la propria attività sul mercato interbancario a breve termine, quindi pagando un costo pari al tasso Euribor, mentre le rate dei mutui a tasso fisso sono calcolate tenendo conto degli indici Irs, anch’esso ai livelli minimi in questo momento (il ventennale è pari al 3,83 per cento). Tuttavia molti istituti prevedono che, una volta superata questa crisi, l’Euribor tornerà a salire anche oltre il 4%, e quindi temono in futuro di ricavare dai prestiti a tasso fisso meno di quanto dovranno spendere per acquistare il denaro per i finanziamenti: da qui, la scelta di scoraggiare i mutui a tasso fisso.

Le banche, inoltre, chiedono sempre più garanzie a chi vuole accendere un mutuo, dalle fideiussioni alle coperture assicurative. E sono sempre meno frequenti le concessioni di finanziamenti per acquistare la casa fino all’80% del valore: per coprire una percentuale più elevata si ricorre in misura sempre maggiore alle assicurazioni che tutelano le banche per il restante 20%.

Fonte:IlGiornale.it

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