dic 31 2008
Piazza Affari: 2008 da dimenticare
Va ad Unicredit la palma di titolo più scambiato del 2008, seguono Fiat (4 milioni e 600 mila contratti), Eni (4 milioni circa) ed Intesa San Paolo (3 milioni e 100). È questo uno degli elementi che emergono dal comunicato di fine anno di Borsa Italiana, che fotografa l’impatto della crisi della finanza globale su Piazza Affari. Milano ha accusato una delle performance peggiori in Europa, in Europa alle spalle solo di Amsterdam (-52,19%), complice la folta presenza di titoli bancari, tra i più venduti negli ultimi mesi. Sono andate un po’ meglio Londra (-31,84%), Francoforte (-40,37%) e Parigi (-42,82%).
La capitalizzazione a Piazza Affari si è dimezzata, gli scambi drasticamente diminuiti, la volatilità raddoppiata. Crolla il peso della Borsa nell’economia italiana. Ma è soprattutto il peso della finanza sul totale del Pil italiano a crollare: il rapporto capitalizzazione di Borsa/Pil infatti passa dal 47,8% del 2007 (già in calo dal 52,8% del 2006) al 23,4% attuale. A ridurre la capitalizzazione complessiva, passata dai 731 miliardi di fine 2007 ai 372 miliardi attuali, ha pesato il calo delle quotazioni. Sono andati in fumo ben 359 miliardi, ossia metà del valore di un anno prima. Diminuisce quindi, e di molto, il «peso» della Borsa nell’economia.
Nel complesso però gli scambi di azioni a Piazza Affari sono scesi da 1572 a 1028 miliardi di euro (-34,6%), con una media giornaliera che passa da 6,2 a 4,1 miliardi. I contratti scambiati sono stati 69,2 milioni, in calo del 4,6%. Niente di nuovo poi sul fronte delle dimensioni della nostra Borsa: Piazza Affari rimane ancorata a un numero insufficiente di società quotate, 300 (a cui si aggiungono le 36 del segmento International) che si confrontano con le 307 del 2007. È stato un anno record invece per la volatilità degli indici, spesso protagonisti di fortissimi rialzi e ribassi: l’indicatore passa dal 12,5% del 2007 al 30,5%. Ottobre, il mese in cui il crollo di Wall Street ha iniziato a farsi sentire pesantemente anche in Europa, è stato il mese più volatile nella storia, con un livello del 69,1 per cento. E non è un caso quindi che i maggiori sbalzi si siano verificati in questo mese: la variazione positiva più elevata (+8,26%) è stata raggiunta lunedì 13 ottobre, quella negativa (-9,24%) venerdì 10 ottobre.
Nell’anno nero per i mercati finanziari sono pochi le società quotate a mostrare un segno più. Tra questi c’è Bastogi, cui va il titolo di regina di Piazza Affari. Il titolo ha realizzato la migliore performance nel 2008 con un balzo del 47,9%. A seguire Nova Re con un rialzo del 41,7%. Landi Renzo ha guadagnato il 38,9%, al quarto posto si piazza Ansaldo STS con un progresso nei dodici mesi del 18,7%. Gli altri maggiori rialzi sono la Lazio (+12,5%), Ergo Previdenza (+12,3%) e Gas Plus (+6,1%).
Nell’anno orribile della Borsa tengono gli scambi sul mercato azionario e crescono a due cifre quelli di obbligazioni e titoli di Stato. Riguardo a questi ultimi, sul Mot sono stati scambiati 175,9 miliardi di euro (+18,2% sul 2007) e 3 milioni di contratti (+11,4%). Per quanto riguarda le azioni, sono stati scambiati 69,2 milioni di contratti (-4,6%) e un controvalore di 1.028 miliardi.
Fonte: Il Sole24ore.com













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