mar 08 2009
Piano casa: al via
Meno burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, e quindi per smuovere l’economia edilizia e non solo. Un provvedimento che comporterebbe un alleggerimento dei vincoli per le costruzione di nuove case e gli ampliamenti delle abitazioni, questo interessa la riforma del settore a cui Berlusconi, insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano, sta lavorando, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì 13 marzo.
Lo stesso Berlusconi, spiega che il provvedimento sarà esaminato dal Consiglio dei ministri, che avrà «effetti straordinari» ma che non ci saranno abusi; la convinzione del premier è una: «Se riparte l’edilizia, riparte tutta l’economia».
Il piano servirà quindi a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente». Saranno le singole Regioni, spiega il capo di governo «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l’economia e in particolare l’edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi».
Il premier, inoltre, esclude rischi di abusi edilizi «perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti».
Il piano comporterà una prima fase in cui ci sarà la bozza di legge da far approvare, appunto a tutte le Regioni del centrodestra. L’obiettivo è consentire di aumentare del 20% la cubatura degli immobili esistenti; del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di edifici obsoleti; del 35% nel caso il nuovo edificio sia ricostruito con le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. A fare da apripista sarà il Veneto: il presidente della Regione Giancarlo Galan ci tiene a sottolineare «Non ci sarà alcun scempio, nè alcun condono edilizio camuffato. Si tratterà di operare sul patrimonio edilizio esistente».
La seconda fase del piano sarà un provvedimento vero e proprio, da varare nel Cdm, con un sistema di sanzioni riviste. Tra i punti salienti anche una certificazione di conformità al posto del permesso a costruire, da rendere con perizia giurata, da parte di un tecnico.
Fonte: IlTempo.it












