gen 13 2009

Oro: investimento sicuro per il 2009

Pubblicato da alle 7:09 am in Notizie Finanza

Secondo gli esperti anche per i primi mesi del 2009 investire in oro dovrebbe rappresentare una garanzia contro le fluttuazioni e i rischi ancora legati alla forte volatilità presente nei mercati finanziari. Da sempre l’oro, infatti, è considerato un bene prezioso e per secoli è stato il principale strumento di scambio. Tutt’oggi il metallo giallo rimane una delle componenti principali delle riserve delle banche centrali. La stessa Banca d’Italia ne detiene delle quantità importanti e occasionalmente tornano le voci di una possibile vendita sul mercato per ripianare il debito pubblico o per abbassare il rapporto deficit/PIL.

Per questo motivo malgrado l’oro abbia segnato performance più che positive per tutto il 2008, le sue quotazioni non dovrebbero regalare sorprese negative, anche nel prossimo anno.

Fino a qualche decennio fa, si usava comprare monete, lingotti, gioielli d’oro, per salvaguardare il capitale. Anche se questa pratica è in disuso, l’oro rimane il principale rifugio contro le burrasche dei mercati finanziari. Il prezzo viene fissato due volte al giorno a Londra in un asta tra i membri della London Bullion Market Association, alle ore 10,30 e alle 15,00. In questo ultima sessione viene battuta la quotazione che farà poi da riferimento al prezzo del bene a livello mondiale.

Alla determinazione del prezzo, cosiddetto spot, nelle due sedute londinesi, si affianca quella che avviene sui mercati dei futures. I tre contratti future più utilizzati dalla comunità finanziaria sono quelli del NYMEX, New York Mercantile Exchange, del CBOT, Chicago Board of Trade e quello del TOCOM, il Tokio Commodity Exchange.

Le quotazioni sono in dollari e centesimi per oncia (31,104 gr). I prezzi dell’oro vengono influenzati dalla richiesta mondiale di articoli di gioielleria e dalla domanda industriale. Quando la produzione non riesce momentaneamente a far fronte all’aumento della richiesta del mercato, si sostituisce un’offerta di metallo derivante da scorte conservate da investitori e banche centrali, che riesce a calmierare le eventuali impennate del prezzo.

Ai fattori economici di influenza dei prezzi dell’oro, si sommano quelli finanziari e speculativi, sempre più importanti.

Per investire direttamente nell’oro non è necessario acquistare un lingotto o una moneta d’oro ne’ aprire un conto presso un broker statunitense per puntare sul future quotato al NYMEX o al CBOT. Attraverso la Borsa Italiana si può puntare oggi sull’andamento del prezzo dell’oro attraverso diversi strumenti finanziari, come per esempio i covered warrants, derivati che seguono in gran parte l’andamento del sottostante e che hanno la possibilità di sfruttare l’effetto leva e quindi poter investire un 30-40% in più di quello che si possiede, elemento non presente invece nei certificates o negli Etf, che sono presenti anch’essi in gran numero alla Borsa italiana, e che vengono trattati come vere e proprie azioni, replicando fedelmente la quotazione del bene sottostante, in questo caso appunto l’oro.

L’oro è, data la sua natura, un investimento a lungo termine, e per ciò destinato a salire. Ci sono altri fattori che comunque sosterranno la domanda di questo bene nei prossimi anni: per prima cosa l’offerta di oro scarseggia ormai da qualche anno ed il picco della produzione è stato raggiunto nel 2001 quando i prezzi erano sui minimi, vicino ai 200 dollari all’oncia, contro gli oltre 850 di adesso.Per di più trovare nuove miniere d’oro non è facile ed è molto costoso.
Un altro fattore molto importante che dovrebbe spingere al rialzo le quotazione è rappresentato dalla crescita della domanda nei paesi emergenti, come Cina, India Russia e Brasile. Infine, le Banche centrali nel passato hanno venduto molto oro, quando il metallo prezioso era sui minimi. Ora la situazione è diversa perchè le Banche centrali hanno ridotto molto i loro interventi e quindi ci sono meno occasioni di ribasso ed anzi sembra che alcune banche centrali abbiano fatto incetta di oro in questi mesi e vogliano continuare a farlo anche per i prossimi mesi, proprio per stabilizzare i loro bilanci e rafforzare la loro patrimonialità con beni assolutamente sicuri e facilmente liquidabili.

L’intervento del governo americano a difesa e salvataggio delle banche e del sistema finanziario e le banche centrali che hanno innondato il mercato di liquidità hanno fatto poi crescere i timori di inflazione. L’oro, bene rifugio per eccellenza, perciò non potrà che trarne beneficio anche da questa spinta inflazionistica, già presente in questi ultimi mesi del 2008 e che continuerà probabilmente per tutto il 2009. Infine esiste la possibilità che il dollaro si indebolisca nei primi mesi dell’anno e l’oro che ha una correlazione indiretta con la valuta americana dovrebbe perciò ulteriormente rivalutarsi.

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