dic 18 2008

Mutui a tasso variabile: tassi sostenibili

Pubblicato da alle 12:06 pm in Notizie Mutui

Una boccata d’ossigeno per i sottoscrittori di mutui a tasso variabile che hanno resistito alla tentazione della rinegoziazione.
Dopo un anno di rialzi ininterrotti le rate sembrano aver imboccato un trend ribassista destinato a durare (e probabilmente a migliorare) anche nel 2009. Le rate sono più leggere principalmente per due motivi:

  • grazie alla flessione dei tassi Euribor che con tutta probabilità continueranno a scendere;
  • in conseguenza all’intervento governativo che con il decreto 185 del 29 novembre va incontro alle esigenze delle famiglie indebitate in un mutuo a tasso variabile, fissando, per il 2009, una soglia di costo del 4% oltre la quale interviene lo Stato.

Questa seconda misura non riguarda, però, tutti i mutui, ma solo quelli che, al momento della sottoscrizione costavano meno del 4%. Per tutti gli altri la soglia di protezione è fissata al tasso di partenza iniziale.

Quali mutui?

Il provvedimento governativo è indirizzato prioritariamente ai prestiti sottoscritti tra la metà del 2003 e marzo 2006 con un spread inferiore all’1,4%. Questo perché nel predetto periodo temporale l’Euribor ha oscillato tra il 2,1 e il 2,5 per cento. Pertanto, il tasso iniziale si è attestato nella maggior parte dei casi sotto il 4%. E’ invece andato probabilmente oltre tale soglia chi ha stipulato un mutuo dall’agosto 2006 quando l’Euribor si è impennato oltre il 3%.

Quanto si risparmia?

"Ipotizzando un mutuo avviato a novembre 2003 a un tasso del 3,49%, dato dalla somma tra l’Euribor al 2,09% e uno spread dell’1,4%, vi sarà dal prossimo gennaio un effettivo risparmio -spiega Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline.it – Per un finanziamento ventennale di 100mila euro la rata, che alle condizioni attuali (tasso nominale al 4,7%, ndr) sarebbe pari a 650 euro, scenderà a 606 grazie al tetto fissato dal Governo".

Non beneficeranno invece di alcun risparmio quanti abbiano stipulato un mutuo nel febbraio 2007 al tasso originario del 5% (Euribor 3,6% + spread 1,4%). A ciò va aggiunto anche che, per molti mutui sottoscritti a un tasso iniziale inferiore del 4%, lo scudo governativo potrebbe essere virtuale o durare solo per qualche mese. Secondo le stime dell’Abi, infatti, nel secondo trimestre del 2009 l’Euribor a 3 mesi dovrebbe scivolare al 2,81% e al 2,6% in quello successivo. Scenario in cui si assottiglierebbe ulteriormente la quota dei mutui su cui scatterebbe il paracadute governativo, visto che il tasso nominale risulterebbe già di per sé inferiore allo scudo stesso.

I provvedimenti delle banche

Mentre l’Abi ha avviato un tavolo di lavoro per risolvere alcuni dubbi relativi al provvedimento, anche le banche stanno cercando di adeguare la propria offerta al Dl, specie sul fronte dell’introduzione di contratti parametrati ai tassi della Banca centrale europea.
Intesa Sanpaolo fa sapere in un comunicato che sta predisponendo gli interventi per adempiere al Dl e offrire nuovi contratti a tasso variabile indicizzati al parametro Bce.

Più propositiva Unicredit che ha lanciato l’iniziativa "Insieme 2009" che consentirà a 260mila famiglie a basso reddito di sospendere la rata gratuitamente, fino a 12 mesi, se tra il 2008 e il 2009 incapperanno nella perdita del lavoro o in eventi luttuosi.

Il Banco Popolare invece starebbe lavorando per introdurre da gennaio un catalogo prodotti che comprenda mutui indicizzati al tasso Bce. Intanto ha lanciato dei «tagliandi» per i clienti in difficoltà che consentono di modificare le caratteristiche dei contratti.

Sia Ing Direct che IWBank stanno programmando l’inaugurazione di mutui a tasso variabile indicizzati al tasso Bce con il nuovo anno.

Anticipa i tempi anche Banca Etica che pare stia preparando un’offerta con rata fissa e durata variabile, indirizzata alle famiglie che prediligono la certezza della rata. Con l’estratto conto di fine anno, Banca Etica fornirà ai clienti un’informazione complessiva sulla crisi finanziaria e sulle risposte offerte.

Fonte: La Stampa.it

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