gen 06 2009
Inflazione nel 2008 negativo record, 2009 in ripresa
Inflazione di nuovo in netta frenata a dicembre, spinta verso il basso dalla discesa dei prezzi del petrolio. Ma il calo al 2,2% annuo indicato dall’Istat riesce solo ad attenuare la media del 2008, che con un 3,3% ha segnato il record dal 1996, quasi raddoppiando l’1,8% dell’anno prima. Ma nei prossimi mesi, secondo le previsioni di economisti e Isae, il rallentamento dei prezzi dovrebbe proseguire in maniera significativa, raggiungendo i minimi in estate (con qualche rischio di deflazione) e assestandosi ben al di sotto del 2% medio alla fine dell’anno. E il brusco ribasso di dicembre fa ben sperare anche il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, secondo cui la flessione "rappresenta un indubbio sollievo ai bilanci delle famiglie", che nel 2009 "spenderanno meno rispetto ai picchi del 2008" ma potranno "mantenere il proprio stile di vita e di consumo, come sta del resto già avvenendo in queste settimane". Il mese scorso, secondo le stime provvisorie dell’Istat, l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 2,2% rispetto a dicembre dell’anno prima (il livello più basso dall’ottobre 2007), dopo aver segnato +2,7% a novembre e +3,5% a ottobre. Su base mensile, invece, l’inflazione è diminuita dello 0,1%, dopo il -0,4% di novembre (una flessione che non si verificava dal luglio del 1959). Con il dato di dicembre, i ricercatori hanno calcolato così l’inflazione media del 2008 (3,3%), ai massimi degli ultimi dodici anni. La frenata autunnale, complice il rallentamento dell’economia, non è riuscita a compensare più di tanto l’ascesa continua dei prezzi, che – spinti dall’impennata di energia e alimentari – a luglio e agosto hanno raggiunto il livello record di +4,1% annuo. Nei dati di dicembre, tuttavia, emergono alcuni elementi positivi che, per gli analisti, dovrebbero protrarsi nei prossimi mesi contribuendo a un prolungato raffreddamento dei listini per tutto l’anno, e forse anche oltre. Prosegue a dicembre la discesa dei prezzi dei carburanti, con la benzina verde che ha segnato un -16,3% su base annua e un -8,1% rispetto al mese precedente, mentre per il gasolio c’è stata una flessione tendenziale del 12,7% e del 7,6% su base mensile. Con il calo dell’energia, così, il settore trasporti ha registrato un significativo -1,1% congiunturale, mentre le spese per le bollette sono diminuite dello 0,6%. Primi segnali positivi arrivano anche dal comparto alimentari, soprattutto per il rallentamento della corsa di pane e cereali (+7,8% annuo e -0,1% mensile). Il pane, in particolare, è aumentato del 3,4% annuo ed è diminuito dello 0,1% rispetto a novembre, mentre per la pasta di semola di grano duro c’è stato un +28,2% annuo (+29,8% il tendenziale di novembre) e un -0,2% su base mensile.
Se per Confcommercio e Confesercenti la discesa dell’inflazione è dovuta in larga parte alla persistente debolezza dei consumi e il rilancio della crescita deve essere "la priorità del 2009", gli economisti sono concordi nell’addebitare la flessione soprattutto al fattore energetico, che continuerà a influire positivamente almeno per tutto il 2009.