gen 06 2009
Il mercato del credito si distende: scendono i tassi
Il nuovo anno prosegue all’insegna della distensione del mercato del credito così come si era chiuso il 2008, con i tassi monetari che toccano nuovi minimi sotto la spinta discreta delle banche centrali che continuano ad innaffiare il mercato di abbondante liquidità. Il Libor in dollari a tre mesi è così calato all’1,41% mentre la scadenza a un mese esprime un tasso dello 0,41%. Parimenti prosegue la discesa dell’Euribor che sulla distanza dei tre mesi è stato fissato al 2,822%, mentre a un mese vale il 2,543%.
Livelli che non si registravano dall’aprile del 2006 e che, in particolare nel caso dell’Euribor a 3 mesi, sono seguiti con attenzione anche da molti italiani che in queste settimane debbono decidere se accendere o rinnovare un mutuo. L’Euribor a tre mesi è infatti il benchmark di riferimento della grande maggioranza di mutui immobiliari a tasso variabile offerti dalle banche alla clientela privata, mentre per i prodotti a tasso fisso si guarda all’Irs (Interest rate swap), idoneo a coprire scadenze temporali pluriennali.
Proprio nel caso dei prodotti a tasso fisso, tuttavia, emerge come nonostante gli sforzi delle banche centrali e dei governi, che paiono intenzionati a rilanciare l’economia con tagli fiscali valutati complessivamente centinaia di miliardi di dollari (come hanno già annunciato Obama, Brown e la Merkel) le banche restino alquanto restie a far calare rapidamente il costo fatto pagare alla clientela sui prestiti (e sui mutui immobiliari in particolare).
Certo qualcosa si muove, negli ultimi 15 giorni una banca come Che Banca! (gruppo Mediobanca) ha limato dal 5,44% al 5,14% il costo di un mutuo per l’acquisto della prima casa su una scadenza tra gli 11 e i 15 anni (calcolato applicando all’Irs uno spread dell’1,20% annuo), mentre se potete rimborsare il prestito in soli 10 anni si scende sotto il 5% (al 4,97% per la precisione). Se poi optaste per il tasso variabile potreste pagare meno del 4% (il 3,94%, con uno spread dell’1,1% sull’Euribor) indipendentemente dalla durata, col rischio però di vedervi aumentare nuovamente le rate tra pochi trimestri.
E’ già qualcosa, come detto, ma certo non molto. In un momento in cui le autorità monetarie e fiscali di tutti i paesi stanno erogando aiuti con grande generosità non sarebbe il caso di fare qualcosa di più? In fondo, come dimostra anche l’esperienza del microcredito, far pagare il giusto sui prestiti concessi a volte consente di veder rimborsate le cifre erogate con maggiore tranquillità che non chiedendo in cambio garanzie che, in caso di crisi del mercato immobiliare, potrebbero rivelarsi non capienti.












