gen 27 2009
Difficoltà nell’accedere al credito, un’occhiata all’Emilia Romagna
La crisi economica, c’è e non si discute. Una delle infinite conseguenze è legata alle difficoltà nell’accedere al credito: di conseguenza, vengono erogati meno mutui ed anche il mercato delle costruzioni ne risente.
Nonostante le numerose iniziative diffuse da parecchi istituti di credito per venire incontro a chi si accolla un mutuo o chi ha difficoltà nell’onorarne le scadenze (rate per precari, cassintegrati o in difficoltà accertata), la crisi si fa sentire in maniera devastante sul piano della richiesta di mutui da parte delle famiglie.
Secondo dati forniti da Unicredit Consumer Financing, che ha integrato Unicredit Banca per la casa nel settore dei finanziamenti alle famiglie all’interno del Gruppo UniCredit dal 1 gennaio scorso, in Emilia Romagna le erogazioni sono in negativo (-8,7% ), a Ferrara spetta il primato in negativo: -15,9%, il doppio del dato a livello regionale. Ferrara in questa speciale graduatoria è seconda solamente a Piacenza, che sta contando una picchiata non indifferente (-17,7%). Incredibile ma vero, col segno positivo spicca Ravenna (+0,6%). Le altre realtà provinciali. Bologna (-2,6%), Forlì (-9,2%), Modena (-13,5%), Parma (-12,6%), Reggio Emilia (-9,3%), Rimini (-9,8%).
Altra angolazione da cui valutare la situazione, strettamente correlata ala richiesta di un mutuo, è quella del mercato immobiliare, che al momento presenta tempi di vendita molto più lunghi e resta in bilico tanto che gli operatori si aspettano che le compravendite scenderanno nel 2009 in 7 casi su 10.
Gli altri paesi della Comunità Europea non sono certo stati risparmiati dal declino economico presente. In questi giorni su tutti i quotidiani specializzati in economia è balzata alle cronache la situazione della Gran Bretagna, dove il numero di mutui concessi per l’acquisto di case nel 2008 si è dimezzato (-52%). Non va meglio in Francia: il gruppo Bnp Paribas registra infatti nel quarto trimestre un rosso di 1,4 miliardi, la sua prima perdita trimestrale da 10 anni. In Islanda, addirittura, ecco le dimissioni del premier e del governatore della Banca centrale, David Oddsson, per non aver impedito il collasso finanziario legato alla crisi mutui.
L’indebitamento degli italiani per l’acquisto delle case è infatti il più basso dell’Unione Europea, esclusa la sola Slovenia. A renderlo ufficiale l’ultimo bollettino diffuso dalla Bce. L’Italia, dunque, non dovrebbe quindi patire gli effetti dell’esplosione di un’eventuale "bolla immobiliare". I Paesi che potrebbero pagare un dazio assai salato sono quelli propensi ad un accesso più agevole delle famiglie al credito ipotecario: Danimarca, Svezia e Paesi Bassi.