gen 06 2009

Crisi finanziaria: devono aumentare le conoscenze

Pubblicato da Il Conte alle 12:24 pm in News Borse

È probabile che anche nel nostro Paese, come in America, dati i pesanti strascichi lasciati dalla crisi finanziaria che ha colpito l’economia mondiale, gli sforzi per aumentare le conoscenze di tutto ciò che attiene la gestione del bilancio familiare si andranno intensificando, per evitare il ripetersi di errori del passato venuti, in certi casi, drammaticamente alla luce: dalla sottoscrizione di prodotti di risparmio inadeguati al proprio profilo di investimento (se non addirittura niente affatto percepiti come rischiosi, come accaduto per i detentori di polizze vita legate a Lehman Brothers), all’indebitamento fuori misura rispetto alle proprie capacità reddituali e di rimborso. E se il 2009 è già da tempo accreditato da tutti come l’anno della recessione globale, sembra abbastanza ovvio che i consumatori proseguiranno la strada intrapresa nell’anno che si è appena chiuso: quella della revisione delle abitudini di spesa e di gestione del denaro.

Sono utili allora raccomandazioni destinate a quella platea di persone che non ha una sufficiente preparazione in tema di prodotti di risparmio, finanziamento e investimento. Quali sono le questioni aperte? Una, per molte famiglie italiane, rimane sicuramente quella del mutuo. Il 2009 dovrebbe segnare una tregua – al netto di eventi eccezionali – sul fronte dei tassi di interesse e dato che anche il Governo, con il pacchetto delle "misure anti-crisi" approvato a dicembre, si è impegnato a garantire la copertura delle rate che superano la soglia del 4%, questa voce del bilancio personale dovrebbe tornare su livelli più accettabili. La tendenza dunque cambierà ma, mentre le rate dei mutui negli ultimi tre anni lievitavano, anche per far fronte alle mutate – e aumentate – esigenze di finanziamento, gli italiani hanno cavalcato l’onda del credito al consumo.

Cessioni del quinto dello stipendio e della pensione, prestiti personalizzati, finalizzati, carte di credito e carte revolving hanno conosciuto tassi di crescita enormi negli ultimi anni, sia perché il nostro Paese ha sempre avuto un gap notevole rispetto alle altre economie più proiettate verso l’indebitamento personale e familiare, sia perché a causa delle nuove difficoltà economiche gli italiani hanno preso a pagare a rate ciò che avrebbero pagato volentieri in contanti.
Anche questo versante però ha visto la chiusura del 2008 con un ridimensionamento rispetto allo sviluppo degli anni precedenti: secondo la 25esima edizione dell’Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia il credito al consumo ha avuto un aumento complessivo dell’8%, mentre il tasso di crescita nell’anno precedente era stato del 13,9 per cento. Si è inoltre ricomposto il portafoglio verso forme di "credito diretto", ovvero prestiti personali che nel primo semestre 2008 hanno rappresentato il 57% del totale dei flussi erogati.

Cos’è successo? È profondamente cambiato il quadro generale: i consumi in rallentamento e il peggioramento del clima di fiducia hanno portato a un atteggiamento più cauto nel ricorso al credito. Ma c’è stata anche un’altra faccia di quella che è la variegata medaglia dell’indebitamento delle famiglia italiane, sul quale le associazioni dei consumatori suggeriscono di mantenere un monitoraggio costante: il mutato atteggiamento degli operatori del settore che, anche per rispondere alle sollecitazioni istituzionali, hanno modificato la politica della propria offerta, facilitando così la sostenibilità del debito crescente di molte famiglie (particolarmente a causa del mutuo).
Il 2009, dunque, che sarà un anno complesso e difficile, sarà anche all’insegna di queste riflessioni. Debito sostenibile e gestibile per chi avrà bisogno di farne ricorso e maggiore disponibilità dei canali finanziari ad aumentare la flessibilità dell’offerta e l’informazione collegata a essa. Cercando così di non alimentare il carico di problemi che l’anno che si sta aprendo ha già intenzione di portare con sé.

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