'Notizie Finanza'

apr 08 2009

Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari

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L’indicatore sintetico di costo (Isc), che riassume in un unico numero gli oneri totali annui di questi prodotti, è una delle principali novità previste dalla disciplina secondaria che la Banca d’Italia intende adottare in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari.

L’obiettivo del disegno normativo è quello di facilitare la comparazione degli strumenti diffusi tra gli utenti privati, per rendere più concrete le possibilità di cambiare il conto corrente senza spese di chiusura e di rinegoziare il mutuo senza penali, introdotte dal decreto Bersani.

Per il momento, il lavoro di Bankitalia si focalizza sull’Isc di conto corrente e su quello dell’apertura di credito, cioè del fido a disposizione sul conto per i clienti al dettaglio (che sono definiti come consumatori, enti senza finalità di lucro e piccole e medie imprese con fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro). Ulteriori disposizioni sull’Isc sono rimandate a dopo il recepimento della direttiva europea sul credito personale, che adotta una base di calcolo del Taeg adatta anche a finanziamenti diversi da quelli al consumo (l’attuale, non include oneri accessori come l’assicurazione obbligatoria sull’immobile per i mutui).

Poiché anche conti correnti e aperture di credito possono dare luogo a infinite declinazioni di utilizzo, l’Autorità di Vigilanza ha previsto tre modelli standard (passibili di modifiche) desunti da un’indagine campionaria, nei quali far ricadere il prodotto offerto da etichettare con l’Isc.

Per i conti correnti, anche quelli online, sono delineate 3 ipotesi:

  • a operatività bassa, che conta 29 movimentazioni (linee dell’estratto conto) di cui 22 a pagamento e 7 esenti e una giacenza di 5.000 euro;
  • a operatività media, con 131 movimentazioni (99 a pagamento) e 10.000 euro di giacenza;
  • a operatività alta, con 290 movimentazioni (207 a pagamento) e 15.000 euro di giacenza.

Le operazioni a pagamento comprendono le richieste di elenco movimenti, i prelievi di contante allo sportello, i prelievi bancomat presso altre banche, i bonifici, i pagamenti o versamenti con assegno; quelle gratuite i pagobancomat, le comunicazioni di trasparenza, l’invio dell’estratto conto. L’Isc esclude solo gli interessi e le imposte e presume che il consumatore non abbia sottoscritto altri prodotti finanziari associati al conto, a eccezione di una carta di credito e una di debito. Le operazioni in franchigia, quando previste, si assumono ripartite uniformemente nell’anno; dunque una loro concentrazione temporale potrebbe far lievitare il conto.

Per le aperture di credito, meno standardizzabili, le supposizioni sono più stringenti. Bankitalia ipotizza tre modalità di utilizzo, con una base di 10mila euro di fido per un periodo di tre mesi: una per l’intero importo per 29 giorni; una parziale per 30 giorni continuativi (1.000 euro per 29 giorni e 5.000 euro per un giorno); una sempre parziale, ma con una intensità diversa nel tempo (1.000 euro per 29 giorni e 10mila euro per un giorno). Questo perché sull’Isc dell’apertura di credito può incidere notevolmente la commissione di massimo scoperto, oltre che gli interessi passivi, le commissioni e le spese di istruttoria della pratica di fido.

L’Isc da riportare nei fogli informativi da consegnare ai clienti può non risultare esaustivo per via delle loro diverse esigenze e, quindi, Bankitalia incoraggia gli intermediari a rendere disponibili online schemi che permettano di calcolare un Isc personalizzato.

Fonte: ilSole24ore.it

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apr 07 2009

CheBanca! aggiorna in ribasso il tasso base del conto deposito

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La banca retail di Mediobanca, CheBanca!, per effetto dell’attuale «scenario economico» che «continua a registrare una rapida e costante discesa dei tassi di mercato», ha deciso di tagliare i rendimenti sui conti deposito.

È quanto emerge da una lettera inviata dall’amministratore delegato, Christian Miccoli, ai clienti. «Alla luce di questa situazione – ha spiegato il manager -, CheBanca! ha deciso di aggiornare il tasso base del conto deposito, portandolo all’1,75% (dall’attuale 2,6%, ndr) a partire dall’ 8 maggio 2009. Le condizioni saranno applicate sulle somme vincolate a tre, sei e 12 mesi».

Fonte:IlSole24ore.it

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apr 01 2009

Piano casa: c’è l’accordo

Accordo nella not­te sul piano casa tra governo e Regioni. Al termine di una lunga giornata di consultazioni, ie­ri sera Silvio Berlusconi ha dato il via libera all’intesa con i gover­natori. L’accordo prevede che il decreto sarà approvato entro dieci giorni ma sarà limitato esclusivamente alla semplifica­zione amministrativa dell’edili­zia e all’incremento delle risorse pubbliche per l’incentivazione degli affitti agevolati. In una seconda fase, le Regio­ni saranno autorizzate a interve­nire con provvedimenti locali che prevedono l’ampliamento delle cubature fino al 20% ma so­lo per l’edilizia residenziale e in particolare per gli edifici mono e bifamiliari.

In ogni caso, gli ampliamenti dovranno essere «per uso familiare» e non po­tranno essere venduti. Inoltre sono previsti abbattimenti e ri­costruzioni di edifici di basso va­lore. Nessun intervento, comun­que, potrà essere fatto nei centri storici o in deroga alle leggi e i regolamenti comunali.

Soddisfatto Errani, presi­dente della Conferenza delle Re­gioni: «Abbiamo messo sui bina­ri giusti la programmazione ur­banistica. Importante è la coesio­ne e l’unità di tutte le Regioni».

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mar 31 2009

Nuovo calo per le tariffe di luce e gas

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Dal 1 aprile 2009, le tariffe della luce e del gas registreranno un nuovo calo, ad annunciarlo è stata l’Autorità per l’Energia elettrica ed il gas nel precisare che il ritocco verso il basso è del 2% per la luce e del 7,5% per i consumi di gas.

Tale revisione, secondo le stime dell’Autorità, comporterà per i nuclei familiari un risparmio medio annuo pari a circa 92 euro: 9,4 euro per l’energia elettrica e 83 euro per i consumi di gas naturale. Sono poi previsti anche risparmi pari a 35 euro annui, per famiglia, dai consumi del Gpl, i cui prezzi nella rete di distribuzione sono scesi del 5%.
 
Secondo quanto messo in evidenza da Alessandro Ortis, Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas,
le nuove riduzioni dei prezzi al consumo di luce e gas sono imputabili al ribasso registrato dai prezzi del petrolio dallo scorso mese di settembre. In particolare, il forte calo dei prezzi del gas, cosa non avvenuta nella precedente revisione, è imputabile ai criteri di aggiornamento basati sull’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi nel corso dei precedenti nove mesi.
 
Il
Presidente dell’Autorità ha ricordato come le famiglie, in particolare quelle a basso reddito, potranno ottenere risparmi significativi sia con le nuove revisioni tariffarie, sia con il bonus elettrico per il 2009 e, in via retroattiva, anche per il 2008. Entro il mese di giugno 2009, è prevista la messa a punto di un “bonus gas” con le stesse modalità di fruizione.
 

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