'News Borse'

gen 06 2009

Crisi finanziaria: devono aumentare le conoscenze

Pubblicato da Il Conte in News Borse

È probabile che anche nel nostro Paese, come in America, dati i pesanti strascichi lasciati dalla crisi finanziaria che ha colpito l’economia mondiale, gli sforzi per aumentare le conoscenze di tutto ciò che attiene la gestione del bilancio familiare si andranno intensificando, per evitare il ripetersi di errori del passato venuti, in certi casi, drammaticamente alla luce: dalla sottoscrizione di prodotti di risparmio inadeguati al proprio profilo di investimento (se non addirittura niente affatto percepiti come rischiosi, come accaduto per i detentori di polizze vita legate a Lehman Brothers), all’indebitamento fuori misura rispetto alle proprie capacità reddituali e di rimborso. E se il 2009 è già da tempo accreditato da tutti come l’anno della recessione globale, sembra abbastanza ovvio che i consumatori proseguiranno la strada intrapresa nell’anno che si è appena chiuso: quella della revisione delle abitudini di spesa e di gestione del denaro.

Sono utili allora raccomandazioni destinate a quella platea di persone che non ha una sufficiente preparazione in tema di prodotti di risparmio, finanziamento e investimento. Quali sono le questioni aperte? Una, per molte famiglie italiane, rimane sicuramente quella del mutuo. Il 2009 dovrebbe segnare una tregua – al netto di eventi eccezionali – sul fronte dei tassi di interesse e dato che anche il Governo, con il pacchetto delle "misure anti-crisi" approvato a dicembre, si è impegnato a garantire la copertura delle rate che superano la soglia del 4%, questa voce del bilancio personale dovrebbe tornare su livelli più accettabili. La tendenza dunque cambierà ma, mentre le rate dei mutui negli ultimi tre anni lievitavano, anche per far fronte alle mutate – e aumentate – esigenze di finanziamento, gli italiani hanno cavalcato l’onda del credito al consumo.

Cessioni del quinto dello stipendio e della pensione, prestiti personalizzati, finalizzati, carte di credito e carte revolving hanno conosciuto tassi di crescita enormi negli ultimi anni, sia perché il nostro Paese ha sempre avuto un gap notevole rispetto alle altre economie più proiettate verso l’indebitamento personale e familiare, sia perché a causa delle nuove difficoltà economiche gli italiani hanno preso a pagare a rate ciò che avrebbero pagato volentieri in contanti.
Anche questo versante però ha visto la chiusura del 2008 con un ridimensionamento rispetto allo sviluppo degli anni precedenti: secondo la 25esima edizione dell’Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia il credito al consumo ha avuto un aumento complessivo dell’8%, mentre il tasso di crescita nell’anno precedente era stato del 13,9 per cento. Si è inoltre ricomposto il portafoglio verso forme di "credito diretto", ovvero prestiti personali che nel primo semestre 2008 hanno rappresentato il 57% del totale dei flussi erogati.

Cos’è successo? È profondamente cambiato il quadro generale: i consumi in rallentamento e il peggioramento del clima di fiducia hanno portato a un atteggiamento più cauto nel ricorso al credito. Ma c’è stata anche un’altra faccia di quella che è la variegata medaglia dell’indebitamento delle famiglia italiane, sul quale le associazioni dei consumatori suggeriscono di mantenere un monitoraggio costante: il mutato atteggiamento degli operatori del settore che, anche per rispondere alle sollecitazioni istituzionali, hanno modificato la politica della propria offerta, facilitando così la sostenibilità del debito crescente di molte famiglie (particolarmente a causa del mutuo).
Il 2009, dunque, che sarà un anno complesso e difficile, sarà anche all’insegna di queste riflessioni. Debito sostenibile e gestibile per chi avrà bisogno di farne ricorso e maggiore disponibilità dei canali finanziari ad aumentare la flessibilità dell’offerta e l’informazione collegata a essa. Cercando così di non alimentare il carico di problemi che l’anno che si sta aprendo ha già intenzione di portare con sé.

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gen 06 2009

Il mercato del credito si distende: scendono i tassi

Pubblicato da Il Conte in News Borse

Il nuovo anno prosegue all’insegna della distensione del mercato del credito così come si era chiuso il 2008, con i tassi monetari che toccano nuovi minimi sotto la spinta discreta delle banche centrali che continuano ad innaffiare il mercato di abbondante liquidità. Il Libor in dollari a tre mesi è così calato all’1,41% mentre la scadenza a un mese esprime un tasso dello 0,41%. Parimenti prosegue la discesa dell’Euribor che sulla distanza dei tre mesi è stato fissato al 2,822%, mentre a un mese vale il 2,543%.

Livelli che non si registravano dall’aprile del 2006 e che, in particolare nel caso dell’Euribor a 3 mesi, sono seguiti con attenzione anche da molti italiani che in queste settimane debbono decidere se accendere o rinnovare un mutuo. L’Euribor a tre mesi è infatti il benchmark di riferimento della grande maggioranza di mutui immobiliari a tasso variabile offerti dalle banche alla clientela privata, mentre per i prodotti a tasso fisso si guarda all’Irs (Interest rate swap), idoneo a coprire scadenze temporali pluriennali.

Proprio nel caso dei prodotti a tasso fisso, tuttavia, emerge come nonostante gli sforzi delle banche centrali e dei governi, che paiono intenzionati a rilanciare l’economia con tagli fiscali valutati complessivamente centinaia di miliardi di dollari (come hanno già annunciato Obama, Brown e la Merkel) le banche restino alquanto restie a far calare rapidamente il costo fatto pagare alla clientela sui prestiti (e sui mutui immobiliari in particolare).

Certo qualcosa si muove, negli ultimi 15 giorni una banca come Che Banca! (gruppo Mediobanca) ha limato dal 5,44% al 5,14% il costo di un mutuo per l’acquisto della prima casa su una scadenza tra gli 11 e i 15 anni (calcolato applicando all’Irs uno spread dell’1,20% annuo), mentre se potete rimborsare il prestito in soli 10 anni si scende sotto il 5% (al 4,97% per la precisione). Se poi optaste per il tasso variabile potreste pagare meno del 4% (il 3,94%, con uno spread dell’1,1% sull’Euribor) indipendentemente dalla durata, col rischio però di vedervi aumentare nuovamente le rate tra pochi trimestri.

E’ già qualcosa, come detto, ma certo non molto. In un momento in cui le autorità monetarie e fiscali di tutti i paesi stanno erogando aiuti con grande generosità non sarebbe il caso di fare qualcosa di più? In fondo, come dimostra anche l’esperienza del microcredito, far pagare il giusto sui prestiti concessi a volte consente di veder rimborsate le cifre erogate con maggiore tranquillità che non chiedendo in cambio garanzie che, in caso di crisi del mercato immobiliare, potrebbero rivelarsi non capienti.

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gen 02 2009

2009: Nuovo anno anche per le piazze finanziarie

Pubblicato da Il Conte in News Borse, Notizie Mutui

2009, parte il nuovo anno anche per le piazze finanziarie e sembra promettere bene. Le contrattazioni nelle maggiori borse europee si sono aperte all’insegna degli acquisti. Positiva la seduta a Piazza affari, con l’S&P MIB che a metà giornata guadagna il +1.16%. Bene anche il comparto banche, con Unicredit ed IntesaSanPaolo che guadagnano rispettivamente il +2.58% ed il 0.89%.

Giornata storica per Wall Street, Merrill Lynch, una delle più vecchie banche d’affari del paese, con alle spalle quasi un secolo di storia, viene ufficialmente acquisita da Bank Of America, che diventa cosi la più grande banca statunitense. Inoltre, guardando le conponenti dei maggiori indici americani, come l’S&P 500, il titolo Merrill lynch è già stato sostituito con quello di Bank Of America. Da oggi quindi, occhi puntati sulla nuova regina di Wall Street.

Intanto nel vecchio continente si mettono ancora in luce gli istituti elvetici, dopo Credit Suisse, anche UBS ha annunciato di aver effettuato una operazione straordinaria. Il colosso bancario svizzero ha comunicato di aver ceduto la sua quota, circa il 1.6% di Bank Of China, ad investitori istituzionali. La vendita, secondo il portavoce della stessa UBS, Christoph Meier, avrebbe prodotto plusvalenze.

Manovre però che hanno interessato anche piazza affari, IntesaSanPaolo ha infatti comunicato di aver effettuato un’operazione di cartolarizzazione, riguardante un portafoglio di mutui fondiari,  cioè prestiti che la banca ha erogato a privati, con garanzia l’immobile e ad un certo interesse.
I nuovi certificati rilasciati da IntesaSanPaolo hanno una vita media attesa di 5 anni, verranno emessi al 100% del capitale nominale e pagheranno una cedola a tasso variabile, sull’Euribor 6M.

Un inizio di 2009 che da un lato ha portato rialzi sui listini e dall’altro ha mantentuto attivo tra gli istituti finanziari, la moda delle operazioni straordianarie.

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gen 02 2009

Una cartolarizzazione per Intesa Sanpaolo

Pubblicato da Il Conte in News Borse, Notizie Finanza

Una cartolarizzazione per Intesa Sanpaolo, ma come già avvenuto per le ultime due operazioni lanciate in dicembre non sembra esseri stata particolare ressa da parte di investitori istituzionali, tanto che, anzi, l’intera emissione è stata acquistata dallo stesso istituto. Un’operazione fatta tutta “in casa”, visto che il portafoglio di mutui fondiari residenziali in bonis del valore complessivo di 13.050 milioni di euro, cartolarizzato tramite il veicolo Adriano Finance 2, è stato collocato da Intesa Sanpaolo e Banca Imi (facente sempre parte del gruppo Intesa Sanpaolo) in qualità di Arrangers e che la stessa Banca Imi è responsabile dell’offerta dei titoli, in qualità di Lead Manager e Book Runner.

L’operazione si è articolata in una tranche senior (classe A) di 12.174 milioni di euro avente vita media attesa di 5 anni, quotata presso la Borsa di Lussemburgo e cui è stato assegnato rating “AAA” da Fitch ed in una tranche junior (classe B) di 876 milioni di euro. Come nei due casi precedenti i titoli sono stati emessi con prezzo pari al 100% del capitale nominale e pagheranno una cedola a tasso di interesse variabile sull’Euribor a 6 mesi. “Entrambe le classi di titoli sono state integralmente sottoscritte da Intesa Sanpaolo” ha precisato pudicamente una nota del gruppo.

Dal 18 dicembre ad oggi Intesa Sanpaolo ha cartolarizzato in tutto titoli per 20 miliardi di euro, tutti “integralmente sottoscritti” dall’emittente medesima. Un modo per fare ulteriormente pulizia in bilancio dopo la chiusura del dossier Zaleski (non per nulla in questi stessi giorni sono state cedute partecipazioni come quella in Carifano o in Centrale Bilanci, ritenute non strategiche) e per rendere più facilmente collocabili in un secondo momento i titoli stessi, ma certamente non un grande attestato di fiducia da parte dei mercati.

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