gen 07 2009
Al Monte dei Pegni per mutui e bollette
La crisi economica si fa sentire anche al Monte dei Pegni. I clienti che si rivolgono alle strutture gestite dalle banche italiane sono "raddoppiate, se non triplicate" nell’ultimo anno. Il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, denuncia anche il rischio che "si speculi sul bisogno, con condizioni spesso vessatorie". Gli ultimi dati ufficiali disponibili, quelli della Banca d’Italia, dimostrano un incremento consistente nei primi mesi del 2008, con il valore medio del pegno di circa 700 euro. Il trend è significativo e dimostra che l’anello di fidanzamento, l’orologio d’epoca o la spilla lasciata dalla nonna sono diventati sempre più spesso merce di scambio per ottenere contanti, fondamentali per pagare le bollette oppure per onorare la rata del mutuo. Quella che era vissuta come una ultima possibilità, è diventata sempre di più una forma di finanziamento per far fronte all’emergenza. A facilitare l’accesso a questa tipologia di credito ci sono le condizioni meno impegnative rispetto a qualsiasi altro canale. La concessione del prestito non prevede infatti alcuna indagine amministrativa o patrimoniale. L’importo è semplicemente commisurato al valore di stima dell’oggetto portato in pegno. Gli oggetti non riscattati, trascorsi 30 giorni dalla scadenza, finiscono all’incanto. Nella sede romana del Monte una sala è riservata alle vetrine stipate di catenine e spille d’oro, macchine fotografiche e pc portatili non riscattati.












