gennaio, 2009

gen 29 2009

Scelta tra Mutuo e Affitto

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

La scelta di comprare casa o prenderla in affitto è soggettiva e dipendente da una serie di fattori: il periodo più o meno lungo per il quale si ha intenzione di rimanere in quella casa, la disponibilità finanziaria del nucleo familiare (attuale che in prospettiva futura), la volontà o meno di effettuare un significativo investimento di capitale, ecc.

Dal punto di vista puramente economicola differenza sostanziale tra mutuo ed affitto consiste nel fatto che, mentre nel caso dell’acquisto tramite finanziamento, a fronte di un esborso mensile destinato al rimborso del mutuo, si diventa proprietari di un bene tangibile che acquista valore nel tempo, nel caso dell’affitto, a fronte di una spesa spesso paritetica alla rata di un mutuo, l’immobile non diventa di proprietà e si perde così la possibilità di beneficiare della valorizzazione economica dell’immobile nel tempo. A questo si deve aggiungere che, con l’affitto, i canoni vanno ad aumentare negli anni e gli incrementi sono legati solitamente all’inflazione o ai rinnovi contrattuali.

Date queste premesse è probabile che la via migliore resti l’acquisto finanziato da un mutuo, soprattutto nelle grandi città, dove gli affitti sono sempre più alti. Nel caso di stipula di un mutuo, inoltre, esiste il vantaggio di poter detrarre fiscalmente gli interessi passivi. Il mattone è ormai riconosciuto da tutti come "l’investimento rifugio"per eccellenza.

A spingere verso l’alto il mercato immobiliare contribuiscono alcuni elementi, tra cui l’andamento problematico delle borse, e, in generale, delle forme di investimento alternativo, l’esiguità del mercato della locazione ed il fatto che i rendimenti da locazione risultano essere competitivi rispetto ai rendimenti finanziari.

La propensione all’indebitamento da parte degli italiani è ancora bassa, pertanto il mercato italiano è un mercato a grandi potenzialità di sviluppo: lo stock dei mutui rappresenta solo il 10% del Prodotto interno lordo e c’è ancora ampio spazio per una crescita dei volumi. Infine, è bene ricordare che, andando più in là nel tempo rispetto alla durata del mutuo, la convenienza della scelta dell’acquisto dell’immobile aumenta ancor più dal momento che, in un caso, cessa di esistere la rata del mutuo ma, nell’altro, continua a sussistere l’esborso del canone di affitto.

Per far fronte all’incremento del costo degli immobili ed il peggioramento del rapporto “reddito disponibile/costo dell’immobile” le famiglie stanno orientando le loro richieste su mutui a più lunga durata e di importo più elevato. Un fenomeno ricollegabile all’incremento del costo degli immobili è l’aumento della percentuale di finanziamento richiesto sul valore dell’immobile. Tale aumento è stato reso possibile, da un lato, da un minor costo del denaro, dovuto anche alla maggior erogazione di mutui a tasso variabile, e, dall’altro, dalla commercializzazione, da parte di alcune banche, di mutui con finanziamenti superiori all’80%.

Le Banche, a norma di legge, possono concedere mutui di credito fondiario per una durata massima di 30 anni e per un ammontare massimo pari all’80% del valore di stima dei beni immobili ipotecati o del costo delle opere de eseguire sugli stessi. Tuttavia un provvedimento della Banca d’Italia consente di fare eccezione a questa regola e arrivare fino al 100% del valore dell’immobile. In particolare, le Banche, per erogare finanziamenti superiori all’80%, possono richiedere forme di garanzia aggiuntive, tra le quali il pegno su titoli, una sorta di ipoteca, posta però su un bene diverso da un immobile, o, più comunemente, una polizza fidejussoria. In quest’ultimo caso la polizza viene emessa da una Compagnia di Assicurazioni abilitata e copre la parte di finanziamento che eccede l’80% del valore dell’immobile. Più nel dettaglio, la Compagnia di Assicurazioni presta garanzia a favore della Banca contro il rischio di insolvenza da parte del debitore in relazione alla quota in eccesso rispetto all’80% del valore dell’immobile.

Molto spesso, le Banche, ad ulteriore garanzia, richiedono la stipula, oltre che di una polizza incendio, obbligatoria per tutti i mutui, anche di una polizza vita, per tutelarsi maggiormente contro il rischio di insolvenza causato dal decesso del mutuatario. I mutui al 100% sono offerti in Italia ancora da poche Banche, soprattutto dalle specializzate, e, dato il loro importo solitamente più elevato, hanno in genere una durata più elevata rispetto alla media: da 15 fino a 25-30 anni. Per quanto riguarda il tipo di tasso non ci sono vincoli particolari: si trovano mutui al 100% con differenti tipologie di tassi, dal fisso al variabile al flessibile.

Una limitazione è data invece dal fatto che, normalmente, i mutui al 100% sono concessi solo per l’acquisto o la costruzione della prima casa. Nel caso di seconda casa, l’importo massimo finanziabile torna ad essere pari ad un massimo dell’80%. Il mutuo al 100% del valore dell’immobile è dedicato soprattutto alle giovani coppie: in questo modo, anche chi è all’inizio del proprio percorso lavorativo e non ha ancora molti risparmi può diventare proprietario di un immobile.

Tratto da: laRepubblica.it

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gen 28 2009

Richiesta mutui sempre più bassa anche al Sud

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

I tassi d’interesse dei mutui continuano ogni giorno a scendere, ma nonostante questo, nelle regioni del Sud l’apertura dei contratti per l’acquisto della casa sono in riduzione. Una frenata evidente che dimostra come nelle regioni del Sud i mutui concessi sono diminuiti del 5,59% nei primi nove mesi del 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007.

Unicredit Consumer Financing, sulla base dei dati diffusi da Bankitalia, ha rivelato questa tendenza sull’andamento del mercato domestico dei mutui nell’Italia meridionale effettuata prendendo in considerazione l’area compresa tra Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise e Abruzzo: lì i mutui concessi dalle banche a chi vuole comprare una casa sono scesi del 5,59%. 

Si evidenzia anche che in tutto il Mezzogiorno, sempre nei primi nove mesi dell’anno scorso, sono stati erogati in tutto 5.443 milioni di euro per l’acquisto delle case. Ma nell’ambito del territorio preso in considerazione ci sono delle aree dove i mutui sono aumentati. In Abruzzo e in Basilicata, secondo l’analisi, i contratti conclusi sono cresciuti rispettivamente del 3,11% e dell’1,64%. In Puglia il mercato resta stabile, mentre le altre regioni hanno visto un trend in flessione. In particolare perde terreno la Campania, dove i mutui sono diminuiti del 13,55%. Ma non va molto meglio neanche al Molise (-10,87%) e alla Calabria (-4,6%).

E intanto i tassi risultano in continua discesa. Il tasso Euribor a tre mesi, quello su cui si calcolano gli interessi dei mutui, è sceso a nuovi minimi, arrivando fino a quota 2,13%, il livello più basso dal 2 settembre 2005.

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gen 28 2009

Il decreto anticrisi è legge

Il Senato ha votato la fiducia al governo sul decreto anticrisi che è diventato legge. Sono stati 158 i voti a favore, 126 i contrari e 2 gli astenuti.

Le principali misure del provvedimento riguardano in particolare

Bonus Famiglie: arriva un bonus compreso tra 200 e 1.000 euro per famiglie, lavoratori dipendenti e pensionati che hanno un reddito fra 15mila e 22mila euro. La domanda deve essere presentata entro il 28 febbraio. 

Prestito Bebè: un prestito a tasso agevolato per i nuovi nati nelle famiglie numerose. 

Bonus Pannolini: le famiglie con social card, con figli fino a 3 mesi, avranno un contributo per comprare latte artificiale e pannolini. 

Assegni Familiari: aumentate le risorse per gli assegni familiari, che vengono estesi ai lavoratori autonomi. 

Affitti: cresce di 20 milioni il fondo creato per aiutare i nuclei familiari a basso reddito nel pagamento dell’affitto.

Luce e Gas: le famiglie economicamente svantaggiate, che hanno diritto alle tariffe agevolate per l’energia elettrica, beneficeranno anche dello sconto sulla bolletta del gas.

Ammortizzatori Sociali: niente risorse aggiuntive oltre ai fondi già stanziati (1,2 miliardi), ma potrà variare il mix di contributi regionali e statali. Inoltre, le risorse del fondo per occupazione e formazione potranno essere usate, con l’ok delle Regioni, per il sostegno al reddito. Le tutele sono estese anche ai lavoratori finora esclusi (come gli atipici).

Una Tantum Precari: un bonus una tantum per i lavoratori precari pari al 5% del reddito percepito l’anno precedente.

Detassazione Premi: viene prorogata la detassazione dei premi di produttività, ma non varrà per gli straordinari. Il tetto di reddito sale da 30 a 35mila euro.

Welfare Commercio: arriva un sostegno al reddito, pari alla pensione minima, per gli operatori del commercio e del turismo che cessano l’attività anticipatamente.

Salva-Malpensa: il governo potrà firmare nuovi accordi bilaterali nel trasporto aereo per ampliare il numero delle compagnie operative sulle rotte nazionali e internazionali.

Metropolitana a Roma: il Comune della capitale potrà, fino al 2011, tenere fuori dai vincoli del Patto di stabilità interno gli investimenti per realizzare la metropolitana.

Mutui: lo Stato si accolla la parte eccedente delle rate dei mutui a tasso variabile quando il tasso di riferimento supererà il 4%. Inoltre, nessun onorario è dovuto ai notai per gli atti legati alla portabilità. Dal primo gennaio è anche possibile ottenere un mutuo a tasso variabile indicizzato al tasso di riferimento della Bce.

Tremonti-Bond: il ministero dell’Economia potrà sottoscrivere fino a tutto il 2009 i bond che le banche quotate emetteranno per rafforzare il loro patrimonio di vigilanza.

Passivity Rule: si allentano le regole della passivity rule in caso di Opa ostili e non sarà più necessario l’ok del 30% dei soci per autorizzare il Cda a prendere misure difensive.

Autostrade: gli aumenti dei pedaggi saranno sospesi fino al 30 aprile 2009.

Treni: per aiutare i pendolari arriva il blocco delle tariffe ferroviarie sulle tratte regionali. Per gli investimenti delle Fs arriva un fondo da 960 milioni per il 2009.

Studi di Settore: gli studi di settore saranno rivisti tenendo conto della crisi economica.

Irap e Ires: viene introdotta una una prima soglia di deducibilità dell’Irap dall’Ires e l’imposta potrà essere dedotta al 10%.

Iva di Cassa: le aziende potranno versare l’Iva non all’emissione della fattura ma al momento dell’incasso. La misura sarà strutturale.

Debiti P.A.: saranno accelerati i rimborsi Iva ultradecennali (6 miliardi) e velocizzati i pagamenti della P.A. Le aziende potranno cedere il credito a banche e società finanziarie, dopo una certificazione di Regioni ed enti locali.

Massimo Scoperto: le clausole contrattuali sono nulle se il saldo del cliente è in rosso per meno di 30 giorni oppure a fronte di un utilizzo in assenza di fido.

Garanzia Pmi: arriva un fondo di garanzia per il credito alle Pmi, esteso anche alle imprese artigiane. Per le aziende anche una serie di riduzioni dei costi amministrativi.

Bilanci imprese: le scritture contabili delle aziende potranno essere tenute su supporti informatici. Inoltre, i cittadini riceveranno una casella e-mail certificata da usare per i rapporti con la pubblica amministrazione.

Criteri Ias: riallineamento per le imprese che non hanno ancora applicato i criteri contabili internazionali Ias.

Giovani imprenditori: innalzato a 35 anni il limite per accedere ai finanziamenti agevolati e istituito un Fondo unico.

Infrastrutture: norme straordinarie per la velocizzazione delle procedure esecutive di progetti del Quadro strategico nazionale. Arriva anche il commissario ad hoc per seguire le opere.

Grandi Opere: basterà il via libera della Conferenza dei servizi nelle procedure per la realizzazione delle grandi opere statali, superando i veti locali.

Fas: una quota del Fondo aree sottoutilizzate sarà destinata a occupazione e formazione, un’altra parte alle infrastrutture.

Bonus Energia: resta la detrazione Irpef del 55% sugli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici, ma il credito d’imposta sarà spalmato su 5 anni (non più su 3).

Mercato elettrico: avviata la riforma del mercato elettrico, con la suddivisione della rete nazionale in tre macro-zone.

Sky: viene soppressa l’Iva agevolata al 10% per gli abbonamenti di Sky Italia. L’imposta sale quindi al 20%.

Porno-Tax: torna la tassa sulla pornografia e viene estesa ai programmi tv a luci rosse (e agli istigatori di credulità popolare, come i maghi). Chi produce e vende prodotti pornografici dovrà pagare un’addizionale Irpef del 25%.

Piano casa: per l’approvazione basterà il parere della Conferenza unificata. Stanziati 100 milioni per gli interventi più urgenti.

Enti Locali: quelli in regola con il Patto di stabilità interno potranno destinare gli eventuali risparmi derivanti dalla diminuzione dei mutui a investimenti o al pagamento di spese in conto capitale, ma con un limite di spesa di 5 milioni.

Tirrenia: arrivano 195 milioni per il triennio 2009-2011 (65 milioni all’anno) per avviare la privatizzazione della società.

Scivolo giornalisti: stanziati 10 milioni all’Inpgi per affrontare i prepensionamenti dei giornalisti nel 2009.

Arredo Urbano: detassati i microprogetti di arredo urbano realizzati da gruppi di cittadini.

Coni e Unire: ammontano a 470 milioni le risorse assegnate al Coni nel 2009-2010, mentre all’Unire vanno 150 milioni.

Fiera Bari e Verona: stanziati 15 milioni, per il triennio 2009-2011, alla fiera di Bari e a quella di Verona.

Fuga- Cervelli: incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero.

Fonte:Quotidiano.net

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gen 27 2009

Difficoltà nell’accedere al credito, un’occhiata all’Emilia Romagna

La crisi economica, c’è e non si discute. Una delle infinite conseguenze è legata alle difficoltà nell’accedere al credito: di conseguenza, vengono erogati meno mutui ed anche il mercato delle costruzioni ne risente.

Nonostante le numerose iniziative diffuse da parecchi istituti di credito per venire incontro a chi si accolla un mutuo o chi ha difficoltà nell’onorarne le scadenze (rate per precari, cassintegrati o in difficoltà accertata), la crisi si fa sentire in maniera devastante sul piano della richiesta di mutui da parte delle famiglie.

Secondo dati forniti da Unicredit Consumer Financing, che ha integrato Unicredit Banca per la casa nel settore dei finanziamenti alle famiglie all’interno del Gruppo UniCredit dal 1 gennaio scorso, in Emilia Romagna le erogazioni sono in negativo (-8,7% ), a Ferrara spetta il primato in negativo: -15,9%, il doppio del dato a livello regionale. Ferrara in questa speciale graduatoria è seconda solamente a Piacenza, che sta contando una picchiata non indifferente (-17,7%). Incredibile ma vero, col segno positivo spicca Ravenna (+0,6%). Le altre realtà provinciali. Bologna (-2,6%), Forlì (-9,2%), Modena (-13,5%), Parma (-12,6%), Reggio Emilia (-9,3%), Rimini (-9,8%).

Altra angolazione da cui valutare la situazione, strettamente correlata ala richiesta di un mutuo, è quella del mercato immobiliare, che al momento presenta tempi di vendita molto più lunghi e resta in bilico tanto che gli operatori si aspettano che le compravendite scenderanno nel 2009 in 7 casi su 10.

Gli altri paesi della Comunità Europea non sono certo stati risparmiati dal declino economico presente. In questi giorni su tutti i quotidiani specializzati in economia è balzata alle cronache la situazione della Gran Bretagna, dove il numero di mutui concessi per l’acquisto di case nel 2008 si è dimezzato (-52%). Non va meglio in Francia: il gruppo Bnp Paribas registra infatti nel quarto trimestre un rosso di 1,4 miliardi, la sua prima perdita trimestrale da 10 anni. In Islanda, addirittura, ecco le dimissioni del premier e del governatore della Banca centrale, David Oddsson, per non aver impedito il collasso finanziario legato alla crisi mutui.

L’indebitamento degli italiani per l’acquisto delle case è infatti il più basso dell’Unione Europea, esclusa la sola Slovenia. A renderlo ufficiale l’ultimo bollettino diffuso dalla Bce. L’Italia, dunque, non dovrebbe quindi patire gli effetti dell’esplosione di un’eventuale "bolla immobiliare". I Paesi che potrebbero pagare un dazio assai salato sono quelli propensi ad un accesso più agevole delle famiglie al credito ipotecario: Danimarca, Svezia e Paesi Bassi.

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