gennaio, 2009

gen 31 2009

Contributo dello Stato sulle rate dei mutui

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Il contributo dello Stato per la quota di interessi sulle rate da versare nel 2009 che eccede il 4% (compreso spread) è ormai una realtà, almeno per coloro che ne hanno diritto e qualche banca, come Ing Direct (Mutuo Arancio) ha già rimborsato automaticamente la differenza che i clienti hanno pagato in più con la rata del primo gennaio. Difficilmente però il «tetto» sarà applicato fin da subito dalle tutte le banche, per questo i clienti dovranno però pazientare ancora un po’.

Attraverso il decreto dell’agenzia delle Entrate si comunicherà, oltre alle modalità con cui le banche saranno rimborsate dallo Stato, anche la lista dei contribuenti per i quali sussiste il principale requisito di applicabilità delle norme: cioè che il mutuo si riferisca all’acquisto o alla ristrutturazione dell’abitazione principale.

Sarà poi necessario sciogliere i dubbi che ancora sussistono, primo fra tutti l’estensione del decreto alle forme di finanziamento ibride (mutui con opzione di scelta, a rata costante o con preammortamento).

Per questo sarà chiamato a pronunciarsi il ministero dell’Economia, che già lo scorso 29 dicembre ha emesso una prima circolare per rispondere alle domande delle banche. In quel caso si è chiarito che il «tetto» si applica in automatico a tutte le rate versate nel 2009 e anche ai mutui cartolarizzati e si è stabilito entro febbraio il limite ragionevole entro il quale gli istituti di credito dovranno adeguarsi alle norme.
La circolare del Ministero stabilisce, infine, che il contributo dello Stato sia corrisposto senza alcun costo per il cliente e con la valuta relativa alla data di scadenza di ciascuna rata.

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gen 30 2009

Mutuo Fisso o Variabile

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Da due mesi  l’Euribor cala ininterrottamente, e questo modifica le prospettive per chi deve scegliere tra tasso fisso e tasso variabile per il proprio mutuo.

I migliori tassi variabili sono, di poco superiori al 3%, ma è probabile che la BCE intervenga nuovamente sui tassi nei prossimi mesi almeno con un ulteriore taglio, quindi i tassi variabili potrebbero calare ancora di un altro 0,50%. Al momento anche il costo del denaro a lungo termine resta contenuto, dando la possibilità di ottenere tassi fissi fino a trenta anni sotto il 5%.

Nella scelta del tasso occorre perciò tenere innazitutto presente che non si può sperare di scegliere un tasso che sarà sempre il più basso tra i due per tutta la durata del mutuo.

 

Si deve guardare a quello che maggiormente risponde alle proprie esigenze finanziarie: se non ci si vuole esporre alle variazioni delle rate e dei tassi la soluzione di un tasso fisso, per di più vicino ai minimi storici, sarà certamente preferibile.

Essa, inoltre, potrebbe non comportare costi molto più alti del variabile, dato che rispetto ai minimi attuali è assai probabile che nell’arco di alcuni anni la situazione economica si normalizzi e il costo del denaro torni verso il 3% o anche il 4%.

Chi, invece, ha una rata di mutuo contenuta rispetto al proprio reddito ed alle proprie capacità di risparmio, potrebbe considerare la possibilità di approfittare dell’attuale fase calante dei tassi, in modo da ridurre la spesa per interessi almeno nel breve termine, sempre però tenendo presente che nel corso della lunga vita del mutuo il tasso potrebbe risalire anche di due punti percentuali rispetto ai livelli attuali.

Tali criteri e considerazioni valgono anche per chi ha già un mutuo e sta considerando se ricorrere alla portabilità per passare a migliori condizioni: i tassi fissi attuali sono a livelli storicamente molto bassi e rappresentano un buon modo per stabilizzare la propria rata ad un livello alquanto contenuto o per cambiare un mutuo già a tasso fisso ma fatto a condizioni più onerose. Anche in questo caso, chi avesse maggiore tranquillità nel gestire eventuali rincari dei tassi, potrebbe massimizzare il risparmio nel breve passando ad un nuovo tasso variabile alle migliori condizioni di mercato.

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gen 29 2009

Insolvenza Mutui

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Il Decreto anti-crisi e la discesa verticale dell’Euribor hanno dato il via ad una fase positiva che dovrebbe proseguire per tutto il 2009, soprattutto grazie all’ennesima sforbiciata della Banca centrale europea che ha portato il costo del denaro al 2%, il minimo storico.

Ma la crisi finanziaria dei primi sei mesi del 2008 si è abbattuta sugli italiani provocando enormi danni. La dimostrazione più chiara di questo fenomeno è rappresentata dal grave aumento registrato dalle insolvenze, vale a dire l’impossibilità da parte degli italiani di far fronte ai propri impegni finanziari.

A rivelarlo è il Censis, secondo cui il 12,5% delle famiglie che hanno un mutuo faticano a pagare le rate e il 5,6% di quelle che sono ricorse al credito al consumo sono in difficoltà con i pagamenti. Dati allarmanti dal momento che l’indebitamento delle famiglie è notevolmente aumentato negli ultimi tre anni, attestandosi al 48,5% contro il 40% del 2004.

Sul fronte dei mutui - rileva il Censis nel suo ultimo rapporto i cui dati si fermano al primo semestre del 2008 – in vero pericolo ci sarebbero quasi il 3% delle famiglie, che ha dichiarato di "non aver rispettato le scadenze delle rate". Ma un altro 9,7% di famiglie sostiene di trovarsi in "notevoli difficoltà, pur rispettando comunque le scadenze". E, ancora, un altro 30% (pari a 838 mila famiglie) sostiene di avere "qualche difficoltà" nei pagamenti. A determinare le maggiori difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo, c’è da segnalare il repentino incremento dei tassi di interesse variabili sui mutui. E’ necessario quindi, secondo il Censis, "attivare strumenti di garanzia del credito in modo da evitare effetti di recupero forzoso che genererebbero, oltre che un grave danno alle famiglie in difficoltà nella restituzione del debito, anche un effetto di propagazione del panico che non gioverebbe neanche al sistema bancario".

L’allarme maggiore, tuttavia, si registra tra le fasce più deboli che vivono negli alloggi popolari e che no ce la fanno più a pagare ogni fine mese l’affitto. Secondo il Censis, il loro tasso di morosità è in "peggioramento" e da mettere in "relazione con l’impoverimento generale della popolazione che abita nei quartieri di edilizia sociale pubblica".

Capitolo a parte per il credito al consumo. Il Censis fotografa una situazione meno allarmante: il 70% di coloro che hanno contratto finanziamenti a breve termine si dichiara infatti in grado di sostenere le scadenze, senza grandi difficoltà. In questo settore, solo il 25% dichiara, infatti, di avere qualche problema a pagare, mentre il 4,2% dice di essere in difficoltà, rispettando comunque le scadenze. E solo un 1,4% dice di non essere riuscita a pagare.

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gen 29 2009

Novità per Mutui e conti correnti

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Per i mutui il decreto anti crisi ha previsto sanzioni pecuniarie per le banche che non applicano la legge sulla portabilità facendo pagare la surrogazione dell’ipoteca che dovrebbe essere a costo zero per il mutuatario (la legge si applica alle banche inadempienti dal primo gennaio 2009).

Un costo che limita la concorrenza e impedisce di trasferire il mutuo a un istituto di credito che offre condizioni migliori. Non solo.

Con le sanzioni sarà alimentato il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa (previsto dalla Finanziaria per il 2008, sarà istituito entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto anticrisi). Le sanzioni saranno decise dalla Banca d’Italia e le banche potranno fare ricorso alla Corte d’appello di Roma. Un altro balzello ingiustificato e messo al bando dal nuovo decreto anticrisi è quello che ai correntisti che vanno in rosso per meno di 30 giorni la banca non potrà più far pagare la commissione di massimo scoperto, lo stesso discorso vale anche per periodi superiori ai 30 giorni se non è stato concordato un fido con la banca. Nei contratti di conto corrente non potranno più essere inserite clausole che prevedano una remunerazione per la banca che mette a disposizione fondi indipendentemente dall’utilizzo della somma stessa oppure senza che il costo sia legato alla durata dell’uso. Il cliente deve ricevere un rendiconto con cadenza massima annuale con l’indicazione dell’utilizzo avvenuto nel periodo.

Fonte: altroconsumo.it

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