dicembre, 2008

dic 15 2008

Approfittare del calo dei tassi per comprare casa

Pubblicato da in Notizie Mutui

I prezzi degli immobili scendono ovunque, persino in Italia (sebbene con la farraginosa lentezza tipica del "libero mercato" all’italiana, dove spesso chi è proprietario dell’immobile preferisce aspettare mesi prima che concedere uno sconto e chiudere la trattativa), il costo del denaro cala ovunque, sembrerebbe il momento di buttarsi per tutti coloro che sono alla ricerca di una prima casa in proprietà.
 
Ma nella giungla delle offerte "imperdibili" delle banche italiane, siano esse online o tradizionali, le delusioni e le trappole sono in agguato. Basta un rapido confronto tra le offerte dei principali istituti per capire che no, questa non è davvero l’America. Se negli Stati Uniti il tasso medio sui mutui a 30 anni a tasso fisso è ormai tornato ai livelli del 2004 al 5,47% e quello sui mutui a tasso fisso a 15 anni è ormai al 5,20%, da noi la discesa è molto più lenta.

Anche perché il parametro preso a riferimento per la determinazione del tasso applicato non è l’Euribor né tanto meno il tasso di sconto della Bce (rispettivamente pari al 3,51% a un anno, massima scadenza prevista, e al 2,50%), bensì l’Irs, che è un tasso a lunga scadenza. Vi è certamente una logica: se una banca deve prestarvi soldi dai 10 ai 30 anni dovrà indebitarsi a tassi proporzionati all’impegno temporale.

L’Irs vale al momento (tasso lettera, usualmente preso a riferimento nei contratti di mutuo) il 4,007% sui 10 anni e il 3,825% sui 30 anni per una temporanea inversione della pendenza della curva dei tassi a lunghissima scadenza che fa sì che al momento il tasso più "oneroso" sia quello attorno ai 15 anni, pari al 4,182%.

Su questo tasso ogni banca applica una maggiorazione più o meno elevata a seconda della scadenza: si va dallo 0,85% (mutui tra i 10 e i 21 anni)  – 0,95% (mutui tra i 21 e i 30 anni) applicati dal Credit Agricole, che raggiunge così un Taeg che per una somma di 100 mila euro erogata tramite un mutuo a 10 anni è pari al 5,28% all’1,70% di Unicredit (indipendentemente dalle durate) che così  arriva nelle stesse ipotesi a un Taeg del 6,03% solo per rimanere tra le migliori proposte delle banche tradizionali.

Online si risparmia qualcosa: ING propone il suo mutuo arancio a tasso fisso applicando spread che variano a seconda della durata e dell’importo richiesto tra lo 0,80% e l’1,75%, con un Taeg (sempre 100 mila euro per 10 anni) del 5,13%, mentre Chebanca! (l’istituto online controllato da Mediobanca) vi farà pagare il 5,21% applicando uno spread dell’1,1% sull’Irs ed arrivando quindi ad una rata di 1.070 euro al mese.

Altre variabili che entrano in gioco e che potrebbero spostare non solo il costo ma la possibilità stessa di stipulare il mutuo riguardano l’età dei richiedenti, il loro reddito complessivo, la rateizzazione degli importi, il valore dell’immobile di riferimento (le banche di solito chiedono a garanzia un’ipoteca su un valore pari a 1,5 volte l’importo erogato, anche se in presenza di particolari condizioni possono arrivare al 100%), nonché la finalità del mutuo (fa differenza, e non poco, chiedere un mutuo per acquistare una prima casa, o per ristrutturarla, o per rifinanziare un mutuo preesistente).

Come sempre in questi casi il consiglio è dunque di informarsi bene prima, navigando magari su internet per scremare quelle che sembrano le 4-5 offerte migliori e andando poi a chiedere un preventivo ai singoli istituti. Ricordandosi che nessuno regala mai nulla, tanto meno denaro e tanto meno le  banche (e questo non solo in Italia e non solo gli intermediari italiani, ovviamente).

Fonte: Affariitaliani.it

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dic 15 2008

La rata del mutuo “mangia” un quarto del reddito familiare

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Un quarto del reddito delle famiglie comasche viene bruciato dalle rate del mutuo per la casa. Una fetta consistente, soprattutto se abbinata agli oneri di altri prestiti contratti, per esempio, per acquistare un’auto o l’ultimo modello di televisore al plasma.
Un dato preoccupante alla luce della crisi economica che rischia di scardinare i bilanci familiari anche in riva al Lario. Ma, va precisato, quello comasco è un livello di indebitamento inferiore al dato medio nazionale, che sfiora il 30% dei redditi familiari (29,2% per l’esattezza). Segno che i lariani sono stati più cauti dei connazionali e non hanno voluto indebitarsi eccessivamente con le banche.
Nella graduatoria nazionale del peso delle rate sui redditi della famiglie – redatta dal Centro studi Sintesi di Venezia – spicca al primo posto la provincia di Ragusa, dove il rimborso del prestito si mangia quasi il 61% del reddito medio dichiarato dalle famiglie. Più di metà del bilancio familiare se ne va in rate dei mutui anche a Catania (59,2%), Cagliari (51,9%), Napoli (51,2%), Bari (50,6%), Pescara (50,3%) e Siracusa (50,1%). In fondo alla classifica, tra le province maggiormente virtuose, spiccano Bolzano (13%), Sondrio (12,9%) e Verbano Cusio Ossola (12,8%).
Con il 25,9% Como figura al 50° posto su un totale di 103 province. Secondo il centro studi veneziano, in media ogni famiglia comasca ha contratto un mutuo di circa 79mila euro e per rimborsare tale somma paga alle banche 8.513 euro all’anno, corrispondenti a una rata mensile media di 709 euro.
«Sono dati da non sottovalutare – sottolinea Giuseppe Doria, presidente dell’Adoc di Como, l’associazione a difesa dei consumatori emanazione della Uil – Il fatto che le sole rate del mutuo già si mangino un quarto del reddito delle famiglie comasche deve preoccupare, perché spesso agli oneri per l’acquisto della casa si sommano le rate dei finanziamenti chiesti per compare l’auto, gli elettrodomestici, i mobili e così via. L’indebitamente complessivo rischia allora di superare il livello di guardia, che possiamo far corrispondere a un terzo dei redditi. Oltrepassarlo significa mettere in crisi il bilancio familiare».
«Il credito al consumo è un elemento che spesso viene sottovalutato – rincara la dose Giovanni Pontiggia, presidente della Banca di credito cooperativo dell’Alta Brianza – Sui redditi delle famiglie, soprattutto dei ceti medio-bassi, incidono molto sia la corsa al rialzo dei prezzi al consumo, dei beni cosiddetti voluttuari, cioè non durevoli, sia le rate da pagare per la vacanza, la tv, il frigorifero. E proprio sul fronte del credito al consumo aumentano le famiglie in difficoltà, incapaci di rispettare i pagamenti».
Per quanto riguarda invece l’incidenza dei mutui immobiliari sui bilanci familiari, Pontiggia ritiene che quel 25,9% registrato nel Comasco sia «un dato sostenibile», a patto però che non ci siano altri problemi, per esempio il marito o la moglie in cassa integrazione. «Si tratta – aggiunge Pontiggia – di una percentuale destinata a calare: il recente taglio del costo del denaro deciso dalla Bce presto si rifletterà sull’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile».
Secondo il banchiere «tutti gli elementi tendenziali indicano che i tassi non aumenteranno nel 2009, semmai dopo. La recente crisi finanziaria li ha riportati su livelli abbastanza normali».
È quindi il momento di acquistare casa’ «I tassi di interesse si sono abbassati, ma ogni famiglia deve fare bene i propri conti – spiega Pontiggia – Con i nostri clienti cerchiamo sempre di arrivare a costruire un mutuo su misura, facendo piani ad hoc».
«In questa fase – dice a sua volta il presidente dell’Adoc di Como – calano anche i tassi fissi. La scelta fra fisso e variabile va comunque ponderata. L’importante è valutare con attenzione la propria capacità di spesa ed essere consapevole che se si sceglie il tasso variabile si scommette sul futuro. E quindi si corre un rischio».

Fonte: Corriere di Como.it

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dic 12 2008

La BCE taglia i TASSI, le Banche non ancora

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La Bce negli ultimi mesi ha più volte tagliato i tassi di interesse, portando quello di riferimento al 2,5%. Ma le banche, invece, non stanno adeguando i tassi applicati alla clientela a quelli dell’istituto di Francoforte. Questa è la denuncia dell’Adusbef che parla di "sporche manovre" ai danni di mutuatari e imprese. "Il tasso Euribor, è più alto di un punto rispetto al tasso di riferimento Bce: 3,48% contro 2,50%", dice il presidente Lanutti.

"Le banche continuano le loro sporche manovre sui tassi, evitando di adeguare il costo del denaro su mutui, prestiti ed affidamenti alla diminuzione della Bce, lucrando ingenti profitti sulla pelle delle famiglie e delle piccole e medie imprese che non possono contare sul famigerato ‘tasso Fiat’. Anche il tasso Euribor, che ieri era più alto di un punto rispetto al tasso di riferimento Bce (3,48% contro 2,50%), dimostra la lentezza esasperante di banche che si approfittano della loro forza di mercato, per danneggiare il popolo dei mutuatari e le imprese". Ad affermarlo in una nota sono Elio Lannutti dell’Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconsumatori.

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dic 09 2008

Come ricevere i Bonus Anti-Crisi

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La procedura per avere l’una tantum anti-crisi, le scadenze, i vari casi. Pronti anche i moduli per il bonus-bollette…

E’ pronto il modello per la richiesta del bonus a sostegno del reddito. E’ possibile stamparlo e presentare direttamente la copia al datore di lavoro o all’ente pensionistico, di qui a fine gennaio prossimo, se si intende usufruire del bonus sulla base dei redditi del 2007 e quindi incassare quanto previsto in busta paga a febbraio. Altrimenti si potrà attendere fino al 31 marzo, facendo riferimento ai redditi e al nucleo familiare del 2008. E sempre a proposito di bonus da oggi è disponibile anche quello per la richiesta per i sussidi per la bolletta elettrica.

Leggi l’articolo integrale su Repubblica Finanza

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