dicembre, 2008

dic 17 2008

Mutui: il dilemma tra fisso e variabile

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

"Da provvidenziale salvagente a costosissima palla al piede nel giro di poche settimane. Quando si parla di mutui, le famiglie italiane non conoscono evidentemente mezze misure: adesso è il tasso fisso a finire nel mirino, quello stesso tasso fisso che appunto soltanto qualche tempo fa sembrava l’unica soluzione possibile e praticabile per ottenere un nuovo finanziamento o per proteggersi dai tassi Euribor impazziti.

Al contrario, il variabile finora demonizzato viene guardato con una certa invidia, magari da chi ha appena fatto il passaggio (attraverso rinegoziazione, surroga o sostituzione) al fisso. Certo, parte delle lamentele sono comprensibili: il «tetto» al 4% introdotto dal Decreto anti-crisi per il 2009 a vantaggio dei soli prestiti variabili (salvo possibili emendamenti al testo, che in questo momento è al vaglio del parlamento) ha un po’ il sapore della beffa per chi a suo tempo ha optato per una soluzione prudenziale, sobbarcandosi il maggior costo del fisso.

Va però anche detto che la drastica riduzione degli Euribor avrebbe comunque reso i mutui variabili notevolmente più convenienti nel corso dei prossimi mesi: in fondo, gli alti e bassi delle rate sono nella natura stessa dei prodotti indicizzati, così come chi sceglie il tasso fisso lo fa proprio per garantirsi la certezza dell’importo da versare nel corso del tempo (e per questo, si suppone, è disposto a pagare mediamente di più).

Il problema, semmai, è che molti risparmiatori si sono trovati a passare al fissocon una scelta dettata in parte da reali esigenze di bilancio, ma in parte anche dall’emotività proprio l’estate scorsa, nel momento in cui i tassi Irs (base di calcolo della rata per questo tipo strumento) erano particolarmente elevati, come si vede nei grafici a fianco. Con il risultato di trovarsi magari in mano un prodotto che prevede interessi anche superiori al 6% e che appare perciò fuori mercato.

Il ping-pong della surroga
Quali le possibili soluzioni? La strada della rinegoziazione e della surroga, è bene ricordarlo, è sempre percorribile, anche più volte e in direzione opposta rispetto a quanto effettuato qualche mese fa. Passare (o tornare) a un tasso variabile, di questi tempi, potrebbe significare per il momento un risparmio mensile secco che va dal 5,8 al 16,8%, a seconda delle scadenze e che è destinato a estendersi con il prevedibile ribasso degli Euribor nel 2009. Chi adotta una decisione simile deve tuttavia mettere in conto che gli Euribor non scenderanno in eterno (come insegna la lezione post-2005) e far bene i conti in base al reddito prima di assumersi il rischio.

La scelta «contrarian»
Tra i risparmiatori c’è però anche chi ragiona con logica opposta: vista la tendenza dei mercati, ci si chiede se non sia invece il momento giusto per andare a stipulare un mutuo a rata fissa bloccando una volta per tutte un tasso che può risultare conveniente in ottica pluriennale. In fondo, anche i valori degli Irs sono sensibilmente scesi negli ultimi mesi, soprattutto sulle scadenze lunghe (30 anni) e spuntare un fisso con interessi inferiori al 5% (se non vicini al 4%) non sembra più una chimera.

Quella «contarian» potrebbe insomma rivelarsi una strategia lungimirante, anche se non priva essa stessa di insidie. Anzitutto, la scelta del tasso che regola le rate la si fa una volta per tutte e il timing diventa, in questo caso, più rilevante. Gli analisti, ritengono che gli Irs abbiano ancora margini di discesa nel corso del 2009: attendere qualche mese prima di siglare un mutuo a tasso fisso potrebbe quindi essere opportuno.
Ma c’è anche da tenere conto della variabile spread: un eventuale aumento del ricarico applicato dalle banche nei prossimi mesi (già oggi è molto difficile trovarne inferiori all’1% su questo tipo di prodotti) vanificherebbe infatti i benefici di un’ulteriore calo dei tassi."

Fonte: Il Sole 24 ore.com

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dic 16 2008

Quanto incide sugli Italiani la rata del Mutuo

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Tempi duri per gli Italiani che hanno acceso negli ultimi anni un mutuo sulla casa.

Uno studio del Centro Studi Sintesi di Venezia che ha messo a confronto la situazione delle 103 province italiane.

La ricerca rileva, inoltre, che per le famiglie del Sud, l’incidenza è ancora più pesante. Dai dati risulta che in sette province del Mezzogiorno la rata mensile pesa per oltre il 50% sul reddito medio delle famiglie. A Ragusa tocca addirittura il 61%, mentre in grandi città come Roma arriva al 39,8%, a Firenze al 34,2, a Milano al 26,1% e a Venezia al 25,9%. In particolare al Sud, la morsa dei tassi al 50% investe le province oltre che di Ragusa, di Catania (59,2%), Cagliari (51,9%), Napoli (51,2%), Bari (50,6%), Pescara (50,3%) e Siracusa (50,1%).

Le province che soffrono meno invece, sono le piccole realtà del Nord: Verbano Cusio Ossola (12,8%), Sondrio (12,9%), Bolzano (13%), Aosta (14,7%), Asti (15,5%) e Belluno (15,8%). Alla provincia di Roma spetta il primato dell’importo medio del prestito più alto con 126.530 euro a famiglia, seguita da Pescara (115.301 euro), Prato (113.344) e Firenze (104.725), valori ampiamente superiori alla media nazionale di 74.351 euro.

Gli effetti del balzo degli interessi dal 2005 ad oggi si ritrovano anche nel calcolo dell’incremento medio subìto dalla rata del mutuo a tasso variabile. "Una ricerca, quella del centro Studi Sintesi, che ha l’obiettivo di monitorare il rapporto rata mutuo/reddito disponibile ovvero l’unico indice davvero significativo da prendere in considerazione prima di accendere e/o concedere un mutuo.

Tenuto conto che la soglia di ‘sostenibilità’ della rata è in genere fissata dalle banche in fase di valutazione intorno al 30% del reddito, vi sono delle famiglie italiane residenti in alcune aree del paese (soprattutto nel Sud-Centro Italia) che si sono notevolmente indebitate per l’acquisto della prima casa e che potrebbero essere a rischio di insolvenza". Una situazione che viene costantemente seguita e monitorata dal sistema bancario impegnato a fronteggiare l’attuale crisi supportando sia le imprese, ma nel contempo anche le famiglie per farle uscire al più presto e con meno danni possibili dal difficilissimo tunnel della crisi economica in atto.

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dic 16 2008

Tredicesime destinate a Prestiti, Mutui, Rate, ecc.

Le tredicesime saranno "falcidiate", i consumi sono in calo e dunque "sarebbe stata utile una manovra eccezionale e non quella inadeguata che il Governo si appresta ad avviare". A sostenerlo sono le associazioni dei consumatori, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che fanno i conti sulle tredicesime che per quest’anno saranno pari, al netto, a 35 miliardi di euro. "Di questi – hanno spiegato le associazioni – 10 miliardi giungeranno a 17 milioni di pensionati, che pertanto riceveranno, in media, 600 euro a testa; i restanti 25 miliardi saranno percepiti da 18 milioni di lavoratori dipendenti, cioè 1400 euro a testa". Ma gran parte dell’importo complessivo delle tredicesime, ben 25 miliardi di euro (cioè il 70%) saranno destinati al pagamento di: rc-auto, prestiti e rate, canone Rai, mutui, bolli auto-moto, bollette ed utenze.

Nelle tasche di lavoratori e pensionati, insomma, resterà a disposizione solo il 30%, per un totale di 10 miliardi, di cui, però, circa il 30-35% sarà destinato al risparmio. Per le spese natalizie e alimentari resteranno, calcolano le associazioni dei consumatori, 6,5 miliardi che si tradurranno in una disponibilità di spesa pari a 273 euro per i lavoratori e di 117 euro per i pensionati.

I consumi, dunque, rifletteranno l’andamento di un anno economicamente difficile, caratterizzato da forti incertezze. Eppure, secondo l’indagine, il crollo dei consumi rappresenta il "vero problema dell’Italia" solo per il 12 % degli intervistati. Ben piu’ avvertito – 65 % – il problema disoccupazione. "Economia stagnante" e "sicurezza" le altre difficolta’ avvertite dagli intervistati. Ma come si comporteranno gli italiani negli acquisti dei regali? Attenti ai conti, secondo l’indagine, aspetteranno i saldi per gli acquisti piu’ importanti. In particolare, si attendono i ribassi, previsti un po’ ovunque ad inizio 2009, per gli acquisti di calzature, pelletteria e abbigliamento. Sotto l’albero, dunque, solo piccoli regali: il 62 % del campione intervistato intende spendere di meno per i regali rispetto allo scorso anno.

Un "annus horribilis", il 2008 per i consumatori italiani, dunque. E all’orizzonte "si profila un nuovo anno di stangate e di rincari" sostiene l’Intesa dei consumatori che ha calcolato nei consumi "una contrazione stimata in oltre il 20%". Secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori, in discesa ci saranno soprattutto abbigliamento e calzature (meno 20%), arredamento per la casa ed elettrodomestici (meno 10%), profumeria (meno 10%), elettronica di consumo (meno 5%) e cartolibreria (meno 5%). A tenere saranno solo i settori caratteristici delle festività natalizie, cioè quello alimentare (più 0,6 %) e quello dei giocattoli (più 0,4%).

Non saranno le tredicesime a trainare i consumi in vista del Natale. Lo dice un’indagine sulle tredicesime e gli acquisti di fine anno effettuata dal Centro Studi della Confederazione dei Commercianti (Cidec). Il 54,5 % degli intervistati si e’ detto pessimista sul prossimo Natale, che sara’ "positivo" per il 27,3 % e uguale allo scorso anno per il 18,2 %. Secondo le stime della Cidec, le tredicesime saranno destinate in gran parte al mutuo, alle bollette non pagate, ai risparmi e solo per il 20%, ai regali. Secondo il Centro Studi Cidec, l’accresciuto ricorso al credito al consumo, ha portato, nell’ultimo anno, ad un aumento delle rate non pagate. Cosi’ molti – il 35 % secondo le previsioni – approfitteranno della tredicesima per pagare rate insolute. Il restante 45 % si dividera’ tra rate del mutuo e risparmi.

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dic 15 2008

Tredicesima, due italiani su tre ci dovranno pagare le tasse

Pubblicato da Il Conte in Notizie Finanza

Un Natale durissimo per i contribuenti italiani che dopo l’accollo del debito Alitalia, la crisi dei subprime, il crollo della borsa, l’aumento delle rate sui mutui a tasso variabile, si vedranno costretti a utilizzate due terzi della tredicesima a causa della crescita dei pignoramenti dei concessionari della riscossione, che richiedono aggi, compensi e interessi del 18,5% sulle imposte, sanzioni e interessi non pagati. È quanto emerge dall’analisi di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani.

Secondo il "Rapporto annuale del contribuente 2008" di Contribuenti.it e de Lo Sportello del Contribuente, "il 67% degli italiani che hanno diritto alla tredicesima la utilizzerà per pagare i debiti contratti negli anni con il fisco, il 14% per fare regali natalizi ed il 12% per pagare mutui, assicurazioni, tasse locali e solo il 7% la destinerà al risparmio familiare".

A giorni saranno pagate le tredicesime, che ammontano a 34,3 miliardi di euro (+0,9 miliardi rispetto al 2007): 8,9 miliardi andranno ai lavoratori pubblici; 15,3 ai dipendenti privati e 10,1 miliardi ai pensionati. Ma Contribuenti.it prevede un Natale nerissimo sul fronte dei consumi, destinati a calare del 18,5%, perché almeno 2 famiglie su 3 sono costrette a tagliare le spese per pagare le tasse arretrate.

Per contrastare la recessione economica e aiutare le famiglie italiane Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it, invita "il governo a valutare l’ipotesi di restituire i crediti Irpef, che hanno raggiunto a dicembre la cifra stratosferica di 29,6 miliardi di euro".

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