dicembre, 2008

dic 30 2008

In arrivo i mutui a tasso variabile per gli affitti

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Gli almeno 200-250 dei 350 milioni destinati dal Governo, con un fondo ad hoc inserito nel decreto anti-crisi, al sostegno dei titolari di mutui «prima casa». sono risorse che secondo la maggioranza, alla luce del progressivo calo dei tassi e quindi del superamento dell’emergenza legata all’andamento del "variabile", possono essere utilizzate per altre "missioni". Ecco quindi che passeranno da funzione "salvagente" dei mutui a tasso variabile a sostegno agli affitti dei nuclei familiari meno abbienti.

Gli stessi relatori del Dl alla Camera, Massimo Corsaro e Maurizio Bernardo (entrambi del Pdl), hanno già detto a chiare lettere che le risorse per i mutui potrebbero essere utilizzate per gli affitti. In questo modo, tra l’altro, verrebbe sostanzialmente recepita una richiesta formulata in questa direzione dall’opposizione. Il Governo, da parte sua, mostra di voler rispondere positivamente dalle sollecitazioni arrivate dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

Il nodo da sciogliere, oltre alla quantificazione della dote effettiva da prelevare dal fondo mutui, è quello della platea dei beneficiari. Un’indicazione precisa la si avrà soltanto a inizio gennaio alla ripresa dei lavori in Commissione dopo la pausa natalizia: a quel punto i tecnici del Tesoro avranno completato le «simulazioni» avviate nei giorni scorsi ma ancora allo stato "grezzo". Al momento le agevolazioni appaiono scontate per la fascia di reddito sotto gli 8 mila euro annui, sostanzialmente quella sulla quale è stata «ritagliata» la social card. Ma l’obiettivo è salire almeno al tetto dei 15 mila euro annui premiando soprattutto giovani coppie, pensionati e nuclei più numerosi.

Proprio per questo motivo per l’operazione-affitti potrebbe essere previsto un raccordo con la redistribuzione del bonus. Che, sempre secondo le indicazioni della maggioranza alla Camera, dovrebbe favorire maggiormente le famiglie con più figli e più anziani a carico.

Tutto, comunque, dovrà essere realizzato nel pieno rispetto dei saldi di finanza pubblica. Nessun sforamento sarà insomma possibile. La sola voce che potrà beneficiare di risorse aggiuntive sarà quella degli ammortizzatori sociali. Che potranno attingere dai fondi europei da riconvertire a finalità di «sostegno». Anche in questo caso per conoscere la dote aggiuntiva esatta (si parla di una somma di poco superiore ai 2 miliardi) si dovrà attendere l’inizio del 2009. Il responso dei tecnici del Tesoro (e dello Sviluppo economico) sarà decisivo anche per il futuro dell’eco-bonus sulle ristrutturazioni. Due, al momento, le opzioni sul tavolo: mantenimento dello "sconto" del 55% vincolandolo però ad una spalmatura su 10 anni; conservazione integrale dell’automaticità del credito d’imposta riducendo l’agevolazione a quota 40-45%.

Già certa appare invece la rinuncia a correttivi finalizzati a introdurre agevolazioni anche per i mutuatari a tasso fisso. Nonostante su questo punto si siano già concentrati numerosi emendamenti, a cominciare da quelli della Lega e del Pd, relatori e Governo sembrano essere d’accordo nel non ritenere quella del "tasso fisso" una priorità. A rimanere al palo dovrebbe essere pure la modifica proposta dal Pd per rivalutare del 20% gli assegni familiari. Qualche chance in più potrebbe averla la proposta di rilanciare il bonus-Maroni sulle pensioni arrivata sempre dal Carroccio e, in un forma leggermente rivista, da Giuliano Cazzola (Pdl).

Le somme verranno tirate l’8 gennaio quando in Commissione cominceranno ad essere votati gli emendamenti. Il 10 gennaio dovrebbe arrivare l’ok, in sede referente, al testo, che due giorni dopo dovrà approdare in Aula dove il Governo potrebbe anche ricorrere alla «fiducia». Che verrebbe posta sul testo uscito dalle commissioni Bilancio e Finanze. Una fiducia che appare già scontata al Senato, anche a causa della ristrettezza dei tempi a disposizione per la conversione del decreto legge. La partita sui correttivi, pertanto, si chiuderà a Montecitorio.

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dic 29 2008

Bankitalia: scende il tasso d’interesse per i mutui fissi

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Scende dal 9,12% all’8,08% il tasso d’interesse usurario su base annua per i mutui a tasso fisso con garanzia ipotecaria, nel periodo relativo al primo trimestre 2009. E’ questo il dato che emerge dalla rilevazione dei tassi di interesse effettivi globali medi di Bankitalia. Sui mutui a tasso variabile, il livello usurario e’ dell’8,17%. Sul leasing i tassi di usura vanno dal 18,51%, per la soglia fino a 5 mila euro, al 10,23%, per quella oltre i 50 mila euro. Per quanto riguarda le aperture di credito in conto corrente, il tasso medio di usura e’ del 18,40% fino a 5 mila euro e del 13,68% oltre 5 mila euro, mentre per i crediti personali e altri finanziamenti alle famiglie da parte delle banche, il tasso si attesta al 14,89%. Se si considerano poi i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio i tassi di usura vanno dal 19,99% per la soglia fino a 5 mila euro, al 14,28%, per quella oltre i 5 mila euro.

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dic 29 2008

Gennaio 2009: rate più basse per i mutui variabili.

Pubblicato da Il Conte in Notizie Mutui

Una delle poche conseguenze positive della crisi finanziaria ha spinto la Banca Centrale, i governi nazionali e gli operatori a puntare su una maggiore concorrenza e su condizioni maggiormente sostenibili.
Non saranno molti, infatti, gli italiani che hanno sottoscritto un mutuo nel corso dell’anno che sta per finire e che potranno beneficiare dei recenti ribassi dell’Euribor, perché, spaventati dall’andamento dei tassi, l‘83% dei contratti stipulati nel 2008 sono stati a tasso fisso, mentre le sostituzioni varibile-fisso ha riguardato oltre il 40% dei nuovi contratti.  Inoltre, il decreto del 29 novembre è previsto che per il 2009 la soglia di costo sia del 4%, oltre la quale interviene il contributo dello Stato. La misura riguarda infatti solo i contratti che al momento della sottoscrizione costavano meno del 4% (salvo eccezioni, quelli sottoscritti fra la metà del 2003 e il marzo 2006). Per tutti gli altri il tasso di protezione è fissato al tasso di partenza iniziale.

Lo scudo predisposto dal Governo può rivelarsi solo temporaneo se il tasso Euribor, quello che regola i prestiti fra le banche, dovesse, come prevedibile, continuare a scendere. In questo caso, il tasso nominale finirebbe sotto la soglia prevista dal provvedimento dell’esecutivo. E la boccata d’ossigeno, reale, ci sarebbe per tutti coloro che hanno sottoscritto mutui a tasso variabile, a prescindere dal periodo di sottoscrizione.

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dic 24 2008

Scende la benzina e i tassi Euribor scendono sotto il 3%

Natale all’insegna del risparmio per gli automobilisti italiani, che sotto l’albero troveranno una buona sorpresa, tra le tante preoccupazioni di spesa in questo anno di crisi: un risparmio di 13 euro per ogni pieno di carburante rispetto alle festività 2007. Complice la brusca frenata delle quotazioni dell’oro nero, un litro di benzina costa oltre 25 centesimi in meno di un anno fa. Ed uno di gasolio 24 centesimi in meno.

Mutui, Euribor giù Ancora giù i tassi interbancari, con l’Euribor sulla scadenza tre mesi scivolato sotto la soglia del 3% per la prima volta dal 23 giugno 2006. Il tasso è infatti sceso di tre punti base al 2,99%, in base ai dati rilevati dall’European Banking Federation. L’Euribor a tre mesi è il tasso che le banche applicano sui prestiti in euro trimestrali agli altri istituti di credito e in base al quale viene calcolato il tasso di interesse sulle rate dei mutui. Il tasso Euribor a un mese è calato dal 2,74% al 2,71%, mentre quello a una settimana ha segnato un rialzo per il secondo giorno consecutivo, passando dal 2,52% al 2,54%, in vista della chiusura dell’anno fiscale.

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